Horeca: "Se lo stato ci è lontano, il Comune di Pisa ci stia vicino per poter tornare velocemente in carreggiata"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Gli imprenditori horeca stanno già pagando abbastanza ed in maniera eccessiva per l’assenza di aiuti concreti da parte dello stato in molte tematiche di respiro nazionale, primo fra tutti le casse integrazione che ad oggi risultano arrivate solo in parte. Sacrosanta è la tutela della salute dei cittadini che è necessario sensibilizzare anche attraverso azioni informative da parte delle autorità soprattutto da parte della polizia municipale che è parte integrante e fondamentale del sistema comunale. Un immediato appello al Comune di Pisa affinché possa rivalutare l’ordinanza che vieta la vendita da asporto di bevande alcoliche dalle ore 19 in gran parte del centro storico e chiusura delle attività entro le 24. Le nostre aziende sono davvero stremate ed in forte difficoltà, con una sicura trimestrale da profondo rosso e dopo un confronto con i diretti interessati impattati dalle ordinanze la primaria preoccupazione è quella che non siano per l’ennesima volta in grado di far fronte al pagamento dei salari dei lavoratori, tra l’altro appena reintegrati dalla cigd, oltre che all’accantonamento di liquidità per effettuare il pagamento degli affitti arretrati e delle imposte locali e nazionali, la maggior parte di esse al momento è bene ricordare di come siano solo sospese e non cancellate. Come FUTURO HoReCa PISA, in rappresentanza di oltre 50 fra le più storiche attività del Comune di Pisa, ci piacerebbe condividere con il Sindaco e l’Assessore di competenza le paure e le preoccupazioni di alcuni colleghi che sono purtroppo ripiombati nel terrore di non riuscire a chiudere tutti i gravosi impegni accumulatosi durante il lockdown. Un secondo lockdown anche se meno aggressivo del primo abbiamo il timore che potrebbe essere per loro come la pugnalata letale in un combattimento, e i primi a pagarla come al solito probabilmente saranno i componenti della nostra seconda famiglia, i dipendenti, non ce lo possiamo permettere. Questa è una fase dove le aziende, imprenditori e lavoratori hanno bisogno di spinte, fiducia, incentivi e incoraggiamenti per poter ritornare quanto prima ad adempiere ai loro compiti, come abbiamo sempre fatto. Quello che chiediamo è che le istituzioni e il Comune in particolare ci stiano vicino per comprendere i problemi che alcune volte sono insiti e difficilmente raccontabili all’esterno senza un approfondito screening e che pertanto possono sfuggire, il rischio è che si faccia di tutta un’erba un fascio quando si agisce a valle e non a monte.

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