Progetto 'Horti urbani in Castelfranco': verso il Parco Fluviale dell'Arno

Previsti 60 appezzamenti a energia rinnovabile in un contesto di percorsi pedonali, sgambamento cani e pesca sportiva. Il progetto partecipa al bando della Regione 'Centomila orti in Toscana'

L'area di intervento

Un complesso di 60 orti urbani che funzionano al 100% con energia rinnovabile ed eco-sostenibili, un'area dove andare a pesca, passeggiare, portare a correre il proprio cane e vivere a contatto con la natura. E' questo l’obiettivo che l’amministrazione di Castelfranco si prefigge di realizzare entro il 2018 con il progetto 'Horti Urbani' che il Comune ha presentato alla Regione Toscana nell’ambito dell’iniziativa 'Centomila Orti in Toscana'. Il progetto rappresenta il primo passo per la nascita del Parco Fluviale dell’Arno.

Per la realizzazione del complesso degli orti è stata individuata, attraverso uno studio di fattibilità, l’area che costeggia il fiume Arno che affaccia su via Guido Rossa, ubicata in un contesto agricolo già radicato nel territorio e che il regolamento urbanistico inquadra già come area destinata a verde ed attrezzature pubbliche. Per la realizzazione dell’opera si prevede il recupero e la valorizzazione di oltre 6mila metri quadri di terreno attualmente abbandonati o non coltivati, dove sarà realizzato un parcheggio di collegamento di 1.400 mq adiacente a quello già presente all’ingresso del PalaBagagli.

Il progetto 'Horti Urbani in Castelfranco' prevede un investimento di 155mila euro da parte del Comunale di Castelfranco con un contributo regionale di 50mila euro.

ORTI URBANI 2.0. Secondo il progetto gli orti urbani saranno al 100% a energia rinnovabile: l’illuminazione sarà garantita dall’impianto fotovolatico da 50kw presente sulla limitrofa scuola, mentre l’irrigazione dal recupero delle acque meteoriche che confluiranno in una cisterna, sia dal Palazzetto che dal plesso scolastico di Piazza Mazzini. Come da specifiche tecniche regionali, nel nuovo parco saranno garantiti: un punto di incontro, la 'Piazza dell’Horto', Wi-Fi gratuito e una piccola area giochi. Zona aperta a tutti con servizi igienici ed una struttura con ufficio e pergolato dove trattenersi e socializzare.

REALIZZAZIONE. Il progetto è stato suddiviso in due lotti funzionali da 30 orti ciascuno. Secondo il cronoprogramma, il progetto dovrebbero partire ad inizio 2018 ed i lavori dovranno essere conclusi e rendicontanti entro la fine di ottobre 2018, come da bando regionale. Nel caso che 'Horti Urbani in Castelfranco' riesca a ottenere il finanziamento della Regione, il Comune pubblicherà un bando rivolto ad associazioni per l’affidamento della gestione degli orti, dando priorità alle offerte di chi include nei propri organi direttivi la presenza di giovani sotto 35 anni. Una volta fatto l'affidamento per la gestione, verrà fatto un ulteriore bando per l’assegnazione dei singoli lotti degli orti (che avranno una dimensione di 50 mq). Anche in questo caso almeno il 30% degli orti saranno riservati ai giovani, alle giovani coppie e agli over 65.

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IL PARCO FLUVIALE DELL’ARNO. Il progetto rappresenta il primo passo per la nascita del Parco Fluviale dell’Arno: l’area circostante il complesso degli orti, dal ponte sull’Arno fino al campo di gara di pesca sportiva, sarà un unico grande parco che metta in rete tutte le opportunità dedicate al tempo libero. Oltre agli orti sono infatti previsti un’area di sgambatura per cani con agility dog, sarà riqualificato il percorso pedonale in testa d’argine, ci sarà l’installazione di vari arredi urbani e la messa in sicurezza dei pini presenti. Il progetto comprende inoltre la realizzazione di punti di ristoro e di sosta sia degli ortisti che di eventuali utenti esterni.

"L’orto diventa il frutto di una nuova visione che ne recupera il tradizionale ruolo sociale e gli attribuisce nuove funzioni - spiega il sindaco Gabriele Toti - questo è il nuovo modello di orti urbani promosso dalla Regione Toscana e accolto con entusiasmo dalla nostra amministrazione. Un modo per riportare i cittadini a valorizzare la cura del territorio e rafforzare quel rapporto tra uomo, ambiente e natura che era il tessuto del quotidiano dei nostri nonni, oggi rivisto in modo moderno e innovativo".

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