Cronaca

Il fantasma del Progetto caserme si aggira per Palazzo Gambacorti, il vento è cambiato: torna il Distretto 42

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Assistiamo basiti al tira e molla tra Amministrazione, Ministero della Difesa e Demanio comparso sui quotidiani locali negli ultimi giorni, in merito a una revisione del cosiddetto 'Progetto caserme'. Un vero e proprio fantasma che si è aggirato nelle stanze di Palazzo Gambacorti, e nelle strade della città, minaccioso, con il suo carico di spese a evidente danno della comunità. In molti erano in attesa della pubblica ammissione del fallimento di un progetto faraonico, surreale, il cui senso ultimo rappresenta un vero e proprio sfregio alla grave crisi vissuta anche dalla città di Pisa.

Pare adesso qualcuno si sia finalmente accorto – anche dalle parti del Comune – della sua insostenibilità, anche se c'era già chi, come il Municipio dei Beni Comuni, lo aveva dimostrato da tempo.

La liberazione del Distretto 42 a febbraio del 2014 è stata l'unica esperienza ad aver riaperto la questione, svelando le numerose ingiustizie annidate dietro la 'pacifica' maschera di un protocollo d'intesa tra Comune, Demanio e Ministero della Difesa. Ma dopo lo sgombero coatto di aprile una coltre di silenzio ha coperto ogni cosa, perché l'obiettivo sembra sempre quello di far trovare la città, compreso l'associazionismo che la anima, di fronte al fatto compiuto: protocolli irrinunciabili, percorsi a tenuta stagna e irrefrenabili. Sia mai che la partecipazione cittadina infici gli interessi dei più forti. ..

Dai giornali leggiamo che esisterebbe ora una 'nuova intesa', ovvero la disponibilità da parte del Comune a modificare i contenuti degli antichi (ammuffiti) accordi, con la caserma 'Curtatone e Montanara' di nuovo al centro di un progetto inverosimile, che vede la costruzione di abitazioni di lusso nel cuore del quartiere San Martino. Qual è quella realtà imprenditoriale che oggi potrebbe sostenere un'operazione simile? E soprattutto chi oggi potrebbe permettersi di acquistare un appartamento di lusso?

Grande è la confusione sotto il cielo in merito al già defunto Progetto caserme. E tuttavia alcune certezze vi sono, e sono altrettanto inquietanti.

Perché nessuno ha avvertito il Municipio stesso della riapertura di una contrattazione sul Protocollo? Perché il sindaco Filippeschi ha nuovamente disatteso, per l'ennesima volta, la promessa fatta, ovvero quella di promuovere azioni volte a favorire il reingresso delle attività del Municipio all'interno del distretto? La verità che emerge, nel silenzio di mesi, è quella di una assoluta noncuranza da parte della giunta Filippeschi nei confronti di coloro che praticano un progetto alternativo di città. La stessa giunta che inscena la macchietta della partecipazione, e laddove i cittadini davvero partecipano, ed elaborano una progettualità su uno spazio in abbandono - che tale rimarrà per altri anni -, si gira dall'altra parte, facendo letteralmente finta di nulla.

A questo modo di gestire la cosa pubblica, noi opponiamo il progetto di una città diversa, che inauguri il suo gioioso dilagare proprio a partire da una prossima riapertura del Distretto 42. Rilanceremo la nostra progettualità aggiornandola con le nuove necessità e le nuove idee di questa città, lo faremo quindi pubblicamente con una grande iniziativa a gennaio, chiamando a partecipare tutte e tutti nella costruzione di qualcosa che sia davvero proprietà collettiva, e non l'ennesima preda della speculazione.

Abbiamo fatto cambiare il vento. Il Distretto 42 non tarderà a riaprire.

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