Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Il nostro 3 ottobre: per non dimenticare e perchè non si ripeta

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Ad un anno dalla strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, data in cui oltre 368 tra uomini, donne e bambini persero la vita naufragando a largo delle coste della piccola isola a sud della Sicilia, Africa Insieme, La Scuola di italiano Rebelde e tutto il Progetto Rebeldia convocano un presidio sotto il Comune di Pisa per non dimenticare i migranti uccisi in mare dalle politiche razziste del governo italiano e della Fortezza Europa. 

Convochiamo questo presidio non per celebrare una semplice memoria ma per evidenziare nuovamente l'inadeguatezza delle politiche di accoglienza del governo italiano, che ha  provocato altri “ 3 ottobre” in tutto quest’anno e continua a provocarne. Politiche che invece di mirare all'integrazione e all'inserimento dei migranti nella nostra società, sono finalizzate alla loro emarginazione, esclusione dal tessuto sociale e allontanamento. Anche a livello locale le scelte predisposte dall'amministrazione comunale hanno portato alla collocazione dei richiedenti asilo giunti quest'anno in strutture di accoglienza situate in zone marginali e difficilmente raggiungibili. Zone nelle quali non arrivano nemmeno i mezzi pubblici e dove a fronte dei 33 al giorno percepiti dagli enti gestori vengono negati tutta una serie di servizi e diritti per cui quei fondi sono stati stanziati (assistenza legale, mediazione culturale, corso di italiano...).  

Vorremmo porre attenzione inoltre sul diritto d'asilo, sulla libertà di movimento e sul "diritto di resistenza", sancito dalla Carta di Lampedusa nella quale si evidenzia come in un mondo che incentiva la libera circolazione di merci e capitali mentre ostacola la libera circolazione delle persone l'atto di migrare sia prima di tutto un azione di disobbedienza civile. Contestare le frontiere e rivendicare la possibilità di fare domanda d'asilo, magari nell’intero spazio europeo, oggi è una questione centrale per combattere le barriere e i dispositivi politici che respingono e  criminalizzano i migranti.

La Pisa Meticcia sarà quindi in piazza per il diritto al movimento di tutti,  per il diritto a violare le frontiere e disobbedire ai confini!

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