Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Il paradosso di Pisa: avere e non goderne

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Quanta storia abbiamo? Quanta storia è contenuta nella nostra città? Però, quanta storia riesce a contenere la nostra città? La quantità di storia contenuta e quella che Pisa può contenere ad oggi non è la stessa; essere circondati da secoli e secoli di storia non significa poterne usufruire. Come è possibile che Pisa, in possesso di un passato così profondo, non voglia utilizzarne i potenziali benefici, sia culturali che economici, che questo potrebbe donarle? Secondo voi è sufficiente che l'amministrazione comunale si limiti a gestire superficialmente e soltanto in alcuni frangenti (come questo, che ha tanto un sapore elettorale) le tradizioni e la storia così articolata e diffusa della nostra città? Basta alzare lo sguardo in una qualsiasi strada del centro storico per scrutare nel passato, basta avvicinarsi ad un muro qualsiasi di una costruzione qualsiasi per sentir riecheggiare le voci dei nostri antenati intenti a mercanteggiare e diffondere il nome di Pisa in ogni insenatura mediterranea. Ma tutto ciò non consente comunque al nostro Comune di dotarsi si un contenitore più grande, in grado di, appunto, contenere meglio la nostra storia e di poterla gestire al meglio.

Abbiamo il pane e non i denti, abbiamo l'erba ma non vogliamo il vicino(con cui confrontarsi): monumenti, anche solenni ed importanti, senza indicazioni di sorta, case torri sparse ovunque ma sconosciute ai più, chiese chiuse da anni o aperte a singhiozzo; tutto questo è paradossale: neanche i pisani si rendono conto di quanta imponenza abbia la cultura e la storia della città, tanti di noi non hanno mai avuto modo di visitare Palazzo Reale, la Domus Mazziniana o quella Galileiana; tanti di noi non sanno neanche della loro esistenza.

Non parliamo degli eventi che costellano il calendario: basta chiedere ad un cascinese come ad un pontederese cosa sappia del Gioco del Ponte per avere la risposta.

Probabilmente nelle casse del nostro Comune i fondi abbondano, probabilmente il nostro Comune non sente la necessità di migliorare la situazione e la accessibilità del patrimonio artistico e storico della nostra città, probabilmente il Comune ritiene di aver già fatto tutto il possibile e anche l'impossibile sia per le Casse che per la Storia: io ritengo che meno presunzione, meno arroganza e più volontà e partecipazione porterebbero solo ed esclusivamente migliorie. Questa mia asserzione non è banale, per quanto inflazionata è la verità trasparente di una condizione visibile per tutti, a cui tutti terrebbero e a cui chi potrebbe non vuole credere.

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