Cronaca

Il Partito Democratico ricorda Elena Mezzetti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

E' morta stanotte a Pisa Elena Mezzetti, 65 anni, da sempre impegnata nel movimento delle donne e tra le fondatrici dell'associazione Donne in Movimento. L'associazione nasce dall'incontro fra donne italiane e straniere e si occupa dei diritti delle donne migranti, in particolare opera in percorsi di protezione e accoglienza per donne vittime di tratta, gestendo anche da 11 anni un Centro di accoglienza. In questo ambito Elena è stata Referente del progetto europeo Sally (per il recupero di persone vittime della tratta e costrette alla prostituzione) e la sua struttura si è occupata anche di sfruttamento lavorativo ai danni di uomini e donne stranieri. In passato è stata anche Presidente della Consulta del Terzo settore ed è sempre stata un riferimento prezioso per le istituzioni.

"Elena se n'è andata – dice Maria Grazia Gatti, deputata del Pd – ma restano il suo pensiero sulla condizione delle donne e il frutto della sua pratica di relazione con loro: i progetti che ha fatto crescere, le strutture che ha organizzato, la rete che è riuscita a creare. È compito di tutti e di tutte che le 'creature' che ci ha lasciato, molto vitali anche se complicate da gestire, continuino a crescere e si sviluppino. Non sarà semplice, perché ci mancheranno il suo punto di vista originale, la sua grande capacità di accogliere il disagio e, in fondo, la sua curiosità e il suo affetto verso le donne".

"Elena è stata una 'ragazza del '68' – aggiunge il segretario provinciale Pd Francesco Nocchi – che ha vissuto profondamente l'esperienza del femminismo. La liberazione della donna è stata una vera e propria rivoluzione, che ha cambiato il modo di pensare, la vita quotidiana, i rapporti tra le persone, le domande che dalla gente arrivano alle istituzioni, molto più di quanto abbiano fatto tutti gli altri movimenti degli anni '60 e '70. Elena, nella nostra città, è stata protagonista di tutto questo. Una protagonista al tempo stesso concreta e silenziosa, che ha sempre amato più il fare che l'apparire, e che proprio per questo ci ha lasciato un patrimonio di esperienze e di sfide difficili, che abbiamo il dovere di non lasciare cadere".

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