Cronaca

Il Prefetto Tagliente e il Questore Bernabei partecipano alle celebrazioni del "Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Nel nostro Paese il fenomeno del terrorismo ha radici lontane, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso. Per decenni il territorio italiano è stato teatro del fuoco incrociato delle diverse trame eversive, provenienti da ambienti estremisti di destra e di sinistra, fino al periodo buio degli attentati messi a punto dalle Brigate rosse, sfociati poi nell'uccisione dell'onorevole Aldo Moro, il 9 maggio del 1978" .

Così ha esordito il Prefetto di Pisa Francesco Tagliente, intervenuto questa mattina, insieme al Presidente del Tribunale Salvatore Laganà, al Sindaco di Pisa Marco Filippeschi, al Presidente del Consiglio Comunale di Pisa Ranieri Del Torto, all'Assessore comunale Marilù Chiofalo, a Paolo Pezzino dell'Università di Pisa, al Questore Gianfranco Bernabei e ad altri vertici provinciali delle Istituzioni, degli Enti e delle Amministrazioni, alle celebrazioni del Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo, organizzate dal Comune di Pisa in via delle Piagge.

"Questa Giornata - ha proseguito il Prefetto - ci offre l'occasione per dimostrare la nostra vicinanza personale ed istituzionale anche ai familiari di tutti coloro che hanno perso la vita in quella catena del terrore che ha colpito sanguinosamente l'Italia".

Poche ore prima, a Terricciola, il Prefetto Tagliente, assieme al Questore Bernabei, al Sindaco Fais, e ai Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, avevano deposto una corona di alloro, offerta dall'Associazione Nazionale Polizia di Stato, al monumento che ricorda l'eccidio di otto guardie di Pubblica Sicurezza, avvenuto il 23 giugno 1944 per mano delle truppe naziste.

"Oggi - ha aggiunto Tagliente - abbiamo voluto commemorare anche tutti i militari e i civili, caduti, per la difesa della democrazia, nelle missioni che hanno visto il nostro Paese impegnato a sostegno della pace e contro il terrorismo, nelle diverse aree di crisi, oltre alle vittime della mafia".

"Da questa Giornata - ha concluso il rappresentante del Governo - deve partire un segnale di speranza e determinazione. Coltivare e onorare la memoria delle vittime del terrorismo e della mafia, è infatti importante affinché nel nostro Stato democratico non venga mai meno la riflessione collettiva sul terrorismo e sullo stragismo mafioso, condizione indispensabile perché si rinnovi e si riaffermi quella coesione umana, morale e civile che rappresenta il fondamento di ogni convivenza pacifica e democratica".

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