Cronaca

Immigrazione, aumentano gli stranieri in Toscana: un nuovo nato su cinque non è italiano

Secondo i dati presentati nel rapporto Unar, i cittadini stranieri residenti in Toscana rappresentanto il 10% della popolazione. Rispetto al 2001 l'incremento è stato pari al 222%. Da migliorare l'inserimento sociale

Aumentano gli immigrati nella nostra regione. E' quanto è emerso dal rapporto Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) che ieri a Pisa ha presentato i dati regionali. Sono 351mila gli stranieri residenti in Toscana secondo quanto rilevato dall'Istat al primo gennaio scorso, con un'incidenza sulla popolazione totale pari al 9,5%, che permette alla regione di assestarsi al quinto posto nella graduatoria nazionale.
Nel corso del 2012, ha spiegato Federico Russo, redattore del rapporto insieme a Francesco Paletti, ''c'è stato un aumento dell'8,7% degli stranieri (erano 322 mila), mentre rispetto al 2001 quando erano 109 mila l'incremento è stato del 222%''. La stima complessiva degli stranieri regolari in Toscana è di 415 mila unità, con tasso di crescita naturale del 16,5 per mille, mentre i nati stranieri sono il 19,4%. ''Ciò significa - spiega Russo - che un nuovo nato su cinque in Toscana è di origine straniera''. La concentrazione maggiore, quasi il 62%, è nella cosiddetta Toscana dell'Arno con 218 mila residenti stranieri nelle province di Arezzo, Prato, Firenze (110 mila residenti solo nella provincia del capoluogo) e Pisa. Tra gli extracomunitari più numerosi sono gli albanesi (oltre 71 mila), seguiti da cinesi (59375) e marocchini (31651), davanti a filippini (13129), ucraini (11427), peruviani (10613) e senegalesi (9827). E' invece la comunità romena quella più numerosa tra i comunitari.


La Toscana si colloca all'ottavo posto per il potenziale di integrazione dei cittadini stranieri con un punteggio medio di 59,1, mentre l'inserimento occupazionale è piuttosto positivo (69,4). Lascia invece a desiderare l'inserimento sociale (48,7), dove gli aspetti più critici sono l'accesso al mercato immobiliare e l'istruzione liceale. Nel primo caso, ad esempio, Firenze ha un punteggio particolarmente basso per gli alti costi delle locazioni (184 euro al mq, dietro solo a Milano, Roma e Venezia), mentre sul fronte dell'istruzione incide pesantemente, secondo gli addetti ai lavori, ''la necessità di avere una formazione professionale con immediati sbocchi occupazionali per ottenere il mantenimento del permesso di soggiorno''. ''Per questo - conclude don Emanuele Morelli, direttore della Caritas pisana - servono politiche di accoglienza che accelerino l'integrazione e dal nostro punto di vista individuiamo almeno quattro priorità: la cittadinanza italiana per i figli di stranieri nati in Italia e il voto amministrativo per gli immigrati, una comunicazione e un'informazione che dopo che per anni ha parlato alla pancia della gente sappia parlare anche alla testa e al cuore delle persone, l'investimento della formazione e in adeguati processi educativi per i piccoli stranieri e la responsabilità diretta dei cittadini di saper davvero interagire con chi è diverso ma ha gli stessi nostri diritti''.

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