Cronaca Via Romboli

Frigorifero (seminuovo) in fiamme: lunga 'agonia' per ottenere il risarcimento

Il proprietario di casa, che finì anche in ospedale insieme alla moglie, sta cercando di ottenere il pagamento dei danni ma è scattato il rimpallo delle responsabilità

La cucina dell'appartamento dopo l'incendio

E' proprio il caso di dire: oltre al danno la beffa. Il frigorifero quasi nuovo a fuoco, danni in casa, intossicazione e...i soldi del risarcimento che tardano ad arrivare. Ma andiamo con ordine. Sono circa le 10 della mattina del 7 febbraio scorso quando un frigorifero va a fuoco in una casa in via Romboli a Castelfranco di Sotto. Sul posto intervengono i Vigili del Fuoco che domano le fiamme, ma la coppia che abita nell'appartamento, marito e moglie, quest'ultima con problemi di salute, viene trasportata in ospedale per un'intossicazione.

Per fortuna le conseguenze fisiche per i due residenti non sono gravissime, ma i danni materiali, quelli sono pesanti: la cucina è distrutta, anche il corridoio è stato parzialmente interessato e, in generale, tutti i muri sono anneriti dalla fuliggine. Per giorni la coppia è costretta a ripiegare su un’altra sistemazione: i Vigili del Fuoco, infatti, interdicono subito l’uso della cucina, dell’impianto elettrico e di quello del gas, chiuso dell’esterno, fino all’avvenuto ripristino delle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza impiantistica degli ambienti. Il proprietario deve così attivarsi immediatamente per provvedere alla risistemazione dell’appartamento: per la sola ripulitura e ritinteggiatura della cucina e dell’ingresso deve sborsare 1.500 euro. Senza poi contare tutti i mobili e gli elettrodomestici divorati dalle fiamme e andati perduti e gli impianti.
Così inizia la lunga e ancora irrisolta trafila per ottenere il risarcimento.

Infatti la causa dell’incendio viene individuata dai Vigili nel Fuoco in un surriscaldamento dell’impianto elettrico, che pur era stato regolarmente certificato, e poiché le fiamme si sono inequivocabilmente sviluppate dal frigo, il 68enne proprietario di casa decide subito di chiederne conto ad una nota catena di arredamento che gli aveva venduto l’elettrodomestico insieme a tutta quanta la cucina, e non dieci anni prima ma da appena 16 mesi, il 10 ottobre del 2016, per una cifra di oltre 2.000 euro. Visto il breve periodo di tempo intercorso, il frigo era ancora ampiamente in garanzia.

incendio frigorifero castelfranco di sotto-2

Per farsi assistere, l'uomo si è quindi rivolto, attraverso la consulente personale dott.ssa Simona Longo, a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, che ha subito preso contatti e richiesto un risarcimento e le coperture assicurative ai soggetti coinvolti nella vicenda: la catena di arredamento, la ditta di cui quest’ultima si è servita per montare la cucina e una nota azienda di elettrodomestici, che ha prodotto appunto il frigorifero 'incriminato'. Ma qui è iniziato lo scaricabarile, tra numerosi sopralluoghi compiuti dai periti delle parti e delle loro compagnie assicurative, e perizie che non collimano, e che scaricano la colpa sull’altro.

"L'azienda di elettrodomestici alla fine ha denegato ogni responsabilità riferibile al prodotto: secondo il suo ingegnere, il danno deriverebbe da una spina non in dotazione del frigorifero, ma installata dall'addetto che ne ha effettuato il montaggio per la catena di arredamento - spiegano dallo Studio 3A - secondo il perito dell’assicurazione dell’installatore, al contrario, la causa dell’incendio sarebbe da ricondursi a un difetto del frigo, in particolare nella lampadina del vano regolatore della temperatura. Intanto, i danneggiati, che non navigano nell’oro, che devono saldare il salato conto con le imprese che hanno sistemato l’appartamento, e che hanno già non pochi problemi familiari, aspettano, nell’incertezza più totale. E sempre più esasperati".



 

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