Corruzione in Comune: i ristoratori di via Santa Maria difendono le proprie attività

Confesercenti Toscana Nord: "Giusto che la magistratura faccia il suo lavoro punendo gli eventuali colpevoli. Ma senza coinvolgere una intera categoria"

"Siamo i primi a credere nella magistratura ed a chiedere che sia fatta chiarezza su episodi non leciti. Ma questo non vuol dire che tutti gli operatori di via Santa Maria hanno aggirato controlli o violato la legge". Questo lo sfogo di un gruppo di attività commerciali di via Santa Maria raccolto da Confesercenti Toscana Nord in merito all’inchiesta di corruzione che vede coinvolti imprenditori e dipendenti comunali. Tra questi ultimi anche 3 vigili urbani che avrebbero rivelato segreti d'ufficio anticipando a gestori e titolari di pubblici esercizi gli imminenti controlli decisi dal comando di via Battisti, in particolare sull'occupazione di suolo pubblico. Tra gli episodi oggetto delle indagini ce ne sarebbero alcuni verificatisi nei pressi dell'area monumentale.

"Questa vicenda è molto grave - spiega - visto che coinvolge Palazzo Gambacorti ed alcuni imprenditori. Noi quindi siamo i primi a chiedere di andare fino in fondo. Ma questo non vuol dire accusare una intera categoria ed in particolare le attività di via Santa Maria. Una strada super controllata, con attività che pagano anche 6-7mila euro di suolo pubblico. I ristoratori soprattutto non hanno mai chiesto favori per evadere la tariffa. Se qualcuno ha sbagliato, giusto che paghi. Ma distinguiamo il caso personale da quelle delle attività".

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La conclusione del presidente area pisana. "Stiamo parlando di imprenditori che hanno investito per i nuovi arredi urbani e che pagano regolarmente tariffe alte ma ovviamente proporzionate alla loro posizione. Se qualcuno ha fatto qualcosa fuori dalla legge ha danneggiato anche quelli onesti, creando evidentemente una concorrenza sleale. Giusto quindi che la magistratura intervenga ma, ripeto, senza colpevolizzare una categoria".

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