Cronaca

'Formazione Precaria': l'inchiesta nazionale sui tirocini tocca anche Pisa

Il 13 ottobre prevista una giornata di sciopero lanciata dall'Unione degli Studenti: "Non siamo più disposti a fare fotocopie o portare caffè"

Tocca anche Pisa la campagna nazionale 'Formazione Precaria', la prima inchiesta sui tirocini fatta da studenti universitari. L’inchiesta, promossa da Link coordinamento universitario e appoggiata anche da Sinistra per..., parte dopo svariate denunce nell’ambito di progetti di tirocini formativi, entrati nel linguaggio comune come stage, che da tempo sono state raccolte tra studenti e studentesse. "Non solo denunciamo - si legge nella nota di Link, coordinamento universitario - svariati fenomeni di sfruttamento ma il dilagare di finti tirocini che mascherano veri e propri rapporti di lavoro ci pongono di fronte a una realtà di abuso strutturale che snatura il nostro studio e apprendimento".

"Oggi la vastità del fenomeno è sotto gli occhi di tutti. Il numero totale dei tirocini in Italia supera le 143 mila unità con una larga progressione negli ultimi anni. Nel giro di meno di 5 anni i tirocini sono aumentati del 116%. Risulta evidente la distorsione nell’utilizzo, per cui ci si avvale spesso della manodopera di studenti tirocinanti in sostituzione di personale qualificato e contrattualizzato. Inoltre con un riferimento legislativo nazionale e regionale scarso e debole, si manifestano vuoti normativi che stravolgono la valenza formativa del tirocinio e indeboliscono la nostra possibilità di tutela di fronte ad abusi di ogni genere".

"Non esiste uno statuto - prosegue Link - che garantisca diritti, malattia, maternità, tutor universitario e aziendale, un rimborso spese, la compatibilità con gli esami o con l’orario di lezioni se previste nello stesso semestre. Inoltre dentro ai nostri Atenei e dipartimenti non esistono commissioni paritetiche che monitorino in più fasi (iniziale, in itinere, ex post) il controllo della coerenza tra progetto formativo e attività svolte e che definiscano criteri per l’accreditamento degli enti ospitanti dove si pratica il tirocinio, come il rispetto della compatibilità ambientale e dei diritti dei lavoratori. Viene da chiedersi a che condizioni si può parlare di formazione quando il tirocinante si ritrova a svolgere mansioni elementari, ripetitive e continuative, in maniera completamente autonoma e senza alcun affiancamento da parte del soggetto ospitante di personale qualificato alla formazione. Non siamo più disposti a fare fotocopie o portare caffè durante il progetto di tirocinio, siamo stanchi di vedere i nostri percorsi di studi degradati a manodopera a basso costo per enti, privati e imprese".

"Per questo il 13 ottobre - si legge infine nella nota - ci uniremo allo sciopero dell’alternanza scuola-lavoro lanciato dall’Unione degli Studenti. Siamo pronti a scendere in piazza per portare le nostre esperienze di tirocini-sfruttamento, contro un modello di istruzione che si piega alla logica aziendalista e addestra al lavoro precario. Crediamo nel valore formativo dell’esperienza e nelle potenzialità che come metodologia didattica può esprimere, ma tutto questo non può avvenire senza uno statuto dei diritti degli studenti e delle studentesse in tirocinio che contenga un codice etico per tutelare dagli abusi".
 

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