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Cronaca

Due anni di incontri a scuola per l'ambiente: 600 bambini formati per un futuro più pulito e solidale

La giovane attivista dell'associazione Plastic Free Gessica Halilovic racconta la sua esperienza nei progetti di sensibilizzazione svolti nelle scuole

Si parte dal gioco, perché con il divertimento si impara prima e meglio. Ma la cultura del rispettare ciò che è di tutti poi lo si porta dentro per sempre. Sono passati ormai due anni dalla prima iniziativa che Gessica Halilovic, giovane attivista Plastic Free, ha svolto nelle scuole per il progetto che l'associazione ha lanciato nell'aprile 2021. Quasi un anno prima, era il settembre 2020, Plastic Free Onlus faceva la sua prima iniziativa pubblica a Pisa, con 70 persone che si ritrovarono lungo il Viale del Tirreno per raccogliere rifiuti. 

Di tempo ne è passato da allora e l'impegno locale di Gessica, portato avanti insieme ad altri volontari come Nello Alfano, ha permesso di fare nelle scuole 20 incontri, raggiungendo il numero di 600 bambini introdotti e accompagnati a capire l'importanza di prendersi cura dell'ambiente. "Ho conosciuto l'associazione Plastic Free nell'ottobre del 2020", racconta Halilovic, che prosegue: "Dopo aver partecipato a numerose raccolte ho deciso di intraprendere il ruolo di referente comunale, sviluppando un progetto di sensibilizzazione per le scuole dell'infanzia. L'obiettivo è informare e sensibilizzare gli alunni sulla pericolosità dell'inquinamento, promuovendo negli stessi una mentalità di consumo e riciclo consapevole". 

Le attività hanno un taglio ludico e portano a sentirsi protagonisti: "Dopo una presentazione dell'associazione ci sono varie attività: animazione teatrale con 'La foca che mangiò la busta di plastica', babydance con la canzone 'Un mare di plastica' di Renato lo Scienziato, pratiche di raccolta rifiuti e differenziazione degli stessi, fino alla consegna dell'attestato 'Supereroi Plastic Free'. I bambini rispondono con grande partecipazione ed entusiasmo, durante la consegna degli attestati sono visibilmente orgogliosi".

La scuola come luogo in cui si affronta l'attualità, così come in famiglia: "La Terra sta attraversando un periodo di grandi cambiamenti, 'siamo la prima generazione a sentire l'impatto del cambiamento climatico e l'ultima generazione che può fare qualcosa per combatterlo', ha detto Barack Obama. Ci sono tematiche che non possono più essere ignorante dalla società ed escluse dai percorsi didattici". Si fa abbastanza? "L'Italia - dice Gessica - ha raggiunto un traguardo importante diventando il primo paese in Europa ad aver introdotto l'educazione ambientale nelle scuole. L'insegnamento di questa disciplina aiuta i bambini a sviluppare una 'cultura green' che insegna loro l'adozione di comportamenti civili. I bambini trascorrono gran parte della loro giornata tra scuola e famiglia. Credo che entrambe possano piantare, nelle coscienze dei bambini, il seme della responsabilità in relazione all'ecosistema, alle proprie azioni e le conseguenze che queste hanno sulla nostra casa: la Terra".

Fra le mobilitazioni ambientaliste ci sono anche quelle che fanno discutere, come l'ultimo caso noto dell'imbrattamento di Palazzo Vecchio a Firenze. Per Gessica "le mobilitazioni ambientaliste sono 'generazioni in movimento'. Le manifestazioni sono un valido strumento d'incontro per costruire richieste nazionali ed internazionali. Talvolta, però, le persone si sentono inascoltate e nella frustrazione del silenzio ricorrono a gesti illegali per porre l'attenzione su tematiche odierne che richiedono risposte concrete ed immediate. Se il messaggio degli attivisti è condivisibile le modalità restano discutibili, rischiando, così di porre l'attenzione mediatica sull'indignazione dell'atto e non sulla nobile causa".

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