Cronaca Centro Storico / Lungarno Mediceo

Pisa contro la pena di morte: nella Chiesa di San Matteo l'incontro con Bill Pelke

Bill è il nipote di un'anziana accoltellata venti anni fa da una ragazzina di 15 anni che venne condannata a morte. Bill Pelke si è battuto contro la condanna, che è stata poi convertita in 60 anni di carcere

Torna a Pisa la campagna internazionale promossa dalla Comunità di S. Egidio e patrocinata dal Comune di Pisa che fa parte del circuito delle 'Cities for life' contro la pena di morte. Domani, mercoledì 2 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la Pena di Morte la bandiera di 'Cities for life' sventolerà sul Ponte di Mezzo mentre a partire dalle ore 10.00 presso la Chiesa di San Matteo in Lungarno Mediceo si svolgerà l’incontro 'Voci dal braccio della morte', promosso dalla comunità di S. Egidio e dedicato agli studenti di scuole superiori e università.

Protagonista dell’appuntamento di quest’anno Bill Pelke di Journey of Hope. Bill è il nipote di Ruth, l’anziana signora uccisa brutalmente da Paula Cooper (passata alle cronache come la più giovane detenuta del braccio della morte).

Bill, dopo un primo momento in cui sosteneva la pena di morte per Paula, ha cambiato idea ed ha strenuamente combattuto perché la condanna fosse commutata. La sua azione in difesa della vita ha avuto successo ed oggi Paula Cooper sconta una pena a 60 anni di reclusione.

La testimonianza di Bill fa il giro del mondo in difesa della vita e contro la pena di morte.

CHI E' BILL PELKE. Ruth, la nonna di Bill, aveva 78 anni ed insegnava la Bibbia ai ragazzini del vicinato nella cittadina di Gary in Indiana. Un giorno, il 14 maggio 1985, cioè 20 anni fa, quattro ragazzine liceali bussarono alla sua porta per ascoltare la sua lezione e lei le invitò ad entrare in casa.
Ad un certo momento una di loro prese un vaso e glielo tirò, colpendola alla testa. Un’altra prese un coltello e la accoltellò. Per 33 volte. Mentre una la pugnalava, un’altra saccheggiava la casa; alla fine trovarono pochi dollari e si portarono via la vecchia auto.
Un anno dopo una delle ragazze, Paula Cooper, venne condannata a morte.
Aveva 15 anni all’epoca del delitto. Ora che si trovava nel braccio della morte ne aveva 16 ed era la più giovane in America.

All’inizio anche Bill era d’accordo con la condanna a morte per quella ragazzina che aveva ucciso così brutalmente sua nonna. Anche la sua famiglia era d’accordo con lui. Poi Bill, con molti contrasti all’interno della sua famiglia, cambiò idea. Pensò che sua nonna non avrebbe voluto un altro omicidio, perché gli ricordava sempre il comandamento 'Non uccidere'.
Bill perdonò Paula. Prima cominciò a scriverle, poi la andò a trovare.
Poi cominciò a darsi da fare affinché la condanna a morte fosse commutata. Grazie alla pressione internazionale – anche in Italia vennero raccolte molte centinaia di migliaia di firme – la condanna a morte di Paula venne commutata in una condanna a 60 anni di carcere.

Bill, dopo 30 anni di lavoro presso un’acciaieria, è andato in pensione ed oggi dedica tutta la sua vita a parlare della sua esperienza in tutto il mondo, affinché venga ovunque abolita la pena di morte. Negli Stati Uniti gira con un pullman verde, assieme ai suoi amici di Journey of Hope e dell’Associazione Familiari delle Vittime per la Riconciliazione, con i quali condivide e comunica il suo messaggio di perdono e di pace. Sin dal 1998 ha partecipato a diversi incontri e tour internazionali nell’ambito della Campagna per l’Abolizione della pena di morte, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio.

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