Trapianti: un fumetto nelle scuole per sensibilizzare alla cultura della donazione

L'iniziativa ha visto protagonisti gli studenti dell'istituto 'Niccolini' di Volterra

Nei giorni scorsi, presso il Centro di formazione aziendale di Pontedera, si è svolto l’incontro 'Essere è donare', con l'obiettivo di sensibilizzare i giovani a donare sangue, organi, tessuti o anche solo tempo libero, parlando con il linguaggio diretto e immediato del fumetto.

L'incontro è stato organizzato con l’impegno del Coordinamento locale trapianti, del Servizio di dialisi dell'ospedale di Pontedera e del Servizio di promozione della salute Zona Alta Valdicecina e Valdera e ha visto protagonisti 50 studenti dell’istituto superiore 'Niccolini' di Volterra.

L'evento prende le mosse dalla storia vera intitolata 'Vietato calpestare i sogni' che narra le vicende di un padre di famiglia messo di fronte all’evoluzione della malattia renale cronica: dialisi, analisi, esami, visite e poi finalmente la disponibilità di un rene, di un trapianto da un donatore sconosciuto, “un eroe” che morendo aveva deciso di dare parte di sé. La vicenda è stata gratuitamente fumettata da diversi giovani artisti.
Una storia di vita, come quelle concrete, raccontate durante l'incontro, di chi ha donato e di chi ha ricevuto un rene e che gli studenti hanno potuto sentire dalla viva voce dei protagonisti. 

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“Credo nella medicina narrativa perché il libro del medico è il malato, da cui poter imparare non solo con l'ascolto, ma anche con l'empatia che una persona trasmette con il proprio vissuto, con le proprie emozioni, ansie e paure - dice Battista Catania, medico nefrologo del Servizio di dialisi dell'ospedale Lotti di Pontedera - proprio l'opportunità di condividere a fianco dei malati l'iter trapiantologico, dall'inserimento in lista attiva all'esplosione di energia che si verifica in chi riceve un organo, mi ha indotto a raccogliere storie vissute e a trasformarle in fumetti per sensibilizzare i giovani”.
“Non c'è trapianto senza donazione - continua Catania - per questo è richiesto l'impegno di tutti. Nelle scuole superiori facciamo incontrare chi dà e può dare con chi ha avuto, in modo che la testimonianza tangibile diventi spinta emotiva a donare. Tutto ciò per realizzare un futuro migliore per le persone che soffrono e sopravvivono in dialisi. La generosità si apprende anche attraverso le storie delle persone che agiscono in modo generoso. Se poi si parla ai giovani, è meglio raccontarle in fumetti”.

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