Continental, spiraglio positivo: "Conferme fino al 2023 e accordo per l'elettromobility in Toscana"

Il presidente della Regione Enrico Rossi ha incontrato i vertici della multinazionale Vitesco dopo le notizie di 750 esuberi previsti nei siti produttivi di Fauglia e San Piero a Grado

"Abbiamo avuto conferme sul presente e nei prossimi anni, fino al 2023 non esistono questioni occupazionali e ci sono commesse che riguardano ancora il settore idraulico. I manager della Vitesco hanno confermato inoltre la volontà di mantenere gli impegni industriali su Pisa e non procedere a dismissioni, dentro un quadro però in cui si annunciano grandi cambiamenti verso l'elettrico, l'elettromobility. Queste trasformazioni saranno il futuro della Continental e del suo indotto". Sono le parole con cui il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sintetizza l'esito dell'incontro tenutosi ieri nel tardo pomeriggio a Livorno, presso la sede del Palazzo Civico, messa gentilmente a disposizione dal sindaco Luca Salvetti, con i vertici della Vitesco, azienda del gruppo Continental, leader nel settore dell'automotive e con stabilimenti a Fauglia e San Piero a Grado.

Nelle scorse settimane si erano diffuse notizie riguardo la perdita di posti di lavoro degli stabilimenti produttivi dell'area pisana, in seguito all'annuncio da parte del gruppo Continental di un programma di ristrutturazione che prevede la contrazione di oltre l'8 per cento l'attuale forza lavoro.
All'incontro - "durato alcune ore", sottolinea il presidente Rossi - erano presenti per l'azienda i capi dei siti produttivi Vitesco nel mondo e di quelli europei, Hans-Jürgen Braun e Fernando Viturtia Caurcel, e l'amministrazione delegato di Vitesco Italia Riccardo Toncelli. Per la Regione Toscana, assieme al presidente Enrico Rossi, ha partecipato il consigliere del presidente per il lavoro, Gianfranco Simoncini.

"Il senso profondo della fase che attraversa il settore produttivo dell'auto - spiega Rossi - è quello di una trasformazione epocale, vale a dire il passaggio dai combustibili fossili alla mobilità elettrica. È una sfida, anche ecologica oltre che tecnologica, che in senso generale noi non possiamo respingere, e che anzi dobbiamo preparare e accompagnare. Nella nostra regione ci sono competenze industriali diffuse, capacità manifatturiera e ricchezza di centri di ricerca adeguati alla sfida. Vogliamo che questa trasformazione industriale si inserisca pienamente nel ciclo di transizione verso un'economia verde che come toscani ci vede protagonisti in Italia e in Europa nella grande produzione di energie pulite e rinnovabili".

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"Abbiamo quindi proposto ai rappresentanti del gruppo Vitesco - prosegue il presidente - di firmare un accordo in tempi rapidi, per uno studio preliminare che faccia il punto, lo stato dell'arte su questa trasformazione industriale, e individui le strategie migliori e una politica industriale adeguata al mantenimento e al rilancio dell'automotive nella provincia di Pisa e in Toscana. Non possiamo rinunciare a questo importante presidio produttivo, dobbiamo anzi inserirlo in un quadro più ampio di progresso del lavoro e dell'industria. Ribadisco che non esiste un'emergenza immediata, ma adesso possiamo iniziare a studiare le soluzioni, la Regione assieme all'Università e all'azienda, per evitare lo scenario peggiore prospettato per il 2028 con la perdita di 750 posti di lavoro. Chiediamo, e siamo certi di essere ascoltati, di sederci presto attorno a un tavolo e sottoscrivere un accordo preliminare su ciò che può significare la trasformazione dello stabilimento col sostegno pubblico alla formazione e alla ricerca".  
"Intanto - aggiunge Rossi - già ieri mattina in un incontro in Presidenza tra Vitesco e Confindustria è stata trovata una soluzione già per il 2019 per sostenere con circa 200.000 euro un corso di formazione all'elettrico per 100 lavoratori Vitesco tra ingegneri e tecnici assieme all'Università di Pisa. Altri percorsi formativi potranno poi seguire". "Siamo disponibili - conclude il presidente - a sostenere investimenti verso l'elettrico con i prossimi bandi di Ricerca e sviluppo già a partire dal 2020. Ci attiveremo perché l'attenzione al sito resti massima e affinché il caso Vitesco sia considerato dal tavolo nazionale dell'automotive presso il Mise da cui potrebbero arrivare altri incentivi nazionali".

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