Indagine Almalaurea: gli ex allievi di Sant'Anna e Normale competitivi nel mercato del lavoro

Il 'XX° Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale' mette in luce guadagni e percentuale di occupazione a uno e 5 anni dalla laura

Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato oggi, 11 giugno, il 'XX° Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale' al Convegno 'Mutamenti strutturali, laureati e posti di lavoro' presso l’Università di Torino. Le Indagini hanno coinvolto i laureati di 74 università delle 75 ad oggi aderenti al Consorzio (Pavia si è segnata dopo le analisi). Il Rapporto di AlmaLaurea sul Profilo dei laureati ha analizzato le performance formative di oltre 276mila laureati nel 2017: 157mila laureati di primo livello, 81mila laureati nei percorsi magistrali biennali e 36mila laureati a ciclo unico; il Rapporto di AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale ha analizzato oltre 630mila laureati di primo e secondo livello nel 2016, 2014 e 2012 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

Ecco i risultati delle due università d'eccellenza pisane, la Scuola Superiore Sant'Anna e la Normale. 

Scuola Superiore Sant'Anna

Gli allievi ordinari laureati di secondo livello del 2016 contattati dopo un anno dal titolo sono 37, quelli del 2012 contattati a cinque anni sono 37. Tra i laureati di secondo livello del 2016 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari all'82,1%. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 4,2%. Il 10% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 90% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 40% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 20% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 10% svolge un’attività autonoma. Il lavoro part-time coinvolge il 10% degli occupati. La retribuzione è in media di 2.083 euro mensili netti. Il 70% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi della Scuola Superiore.

Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2012, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari all’82,1%. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari allo 0%. Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 61,1%, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 22,2%. Svolge un lavoro autonomo il 5,6%. Nessuno lavora part-time. Le retribuzioni arrivano in media a 2.719 euro mensili netti. Il 61,1% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite presso la Scuola Superiore.

Il 61,1% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 38,9% nel pubblico. L’ambito dei servizi assorbe il 77,8%, mentre l’industria accoglie il 22,2% degli occupati.

Normale

I normalisti che hanno conseguito la laurea magistrale e il diploma di licenza del 2016 contattati dopo un anno dal titolo sono 57, quelli del 2012 contattati a cinque anni sono 42. A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari al 72,1%. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 3,1%. Il 33,3% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 66,7% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 33,3% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 66,7% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il lavoro part-time coinvolge il 33,3% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.667 euro mensili netti. Il 66,7% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi della Scuola Superiore.

A cinque anni il tasso di occupazione è pari al 77,8%. Il tasso di disoccupazione è pari all’8,7%. Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 21,4%, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 64,3%. Nessuno è occupato part-time. Le retribuzioni arrivano in media a 2.340 euro mensili netti. Il 57,1% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite presso la Scuola Superiore.

Il 28,6% è inserito nel settore privato, mentre il 71,4% nel pubblico. L’ambito dei servizi assorbe il 92,9%, mentre l’industria accoglie il 7,1% degli occupati.

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