Corruzione, sette indagati: due sono dipendenti del Comune di Pisa

Sospesi un agente della Polizia Municipale e un funzionario dell'edilizia privata. Filmato dai Carabinieri il passaggio di soldi negli uffici comunali

Il procuratore Alessandro Crini fa il punto delle indagini con i giornalisti

Sono un funzionario dell'ufficio urbanistica ed edilizia privata e un agente della Polizia Municipale impiegato nel centro storico i due dipendenti del Comune di Pisa sospesi ieri, 4 febbraio, dal pubblico ufficio in seguito all'indagine coordinata dal sostituto procuratore Flavia Alemi e condotta dal nucleo investigativo dei Carabinieri. Entrambi rischiano il carcere.

Il primo è accusato di corruzione: avrebbe ricevuto delle mazzette per gestire alcune pratiche edilizie relative al suo ufficio. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti avrebbe avuto perfino una sorta di 'tariffario' di 500 euro a pratica. "Gli episodi contestati - spiega il procuratore Alessandro Crini - sono almeno 5, tutti riferibili al 2019. In un caso riteniamo di avere gli elementi per poter parlare di corruzione propria, cioè quella che una volta veniva definita corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio. Negli altri casi, prudenzialmente, l'accusa che abbiamo sollevato è quella di corruzione impropria. Ulteriori elementi saranno accertati nel prosieguo delle indagini".

Per quanto riguarda l'agente della Municipale l'accusa è doppia: corruzione e rivelazione di segreto di ufficio. Secondo gli inquirenti il vigile avrebbe infatti avvisato in modo preventivo gli esercenti di alcuni locali per i quali erano programmati controlli relativi alle concessioni e al pagamento del suolo pubblico. Tra i titolari avvisati ci sarebbero stati anche due imprenditori, proprietari di alcuni ristoranti in centro storico e di un bed and breakfast. Locale, quest'ultimo, che sarebbe stato gestito in realtà dallo stesso agente della municipale "dietro un corrispettivo in denaro - prosegue Crini - di circa il 40% dei proventi. Da qui l'ipotesi di corruzione".

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Altri indagati

Oltre ai dipendenti comunali risultano iscritte nel registro degli indagati altre 5 persone: tre professionisti (2 geometri e un ingegnere) e 2 ristoratori. Sono tutti indagati, a vario titolo, per concorso in corruzione. I tre professionisti, in particolare, avrebbero materialmente pagato le tangenti al funzionario per conto dei propri clienti. Passaggi di denaro che sarebbero avvenuti all'interno dell'ufficio comunale e che sarebbero stati documentati dagli inquirenti anche attraverso delle riprese video.
Per i 3 professionisti e uno dei 2 ristoratori indagati il Gip ha disposto il temporaneo divieto di accesso alla professione. Per l'altro imprenditore la misura interdittiva applicata sarebbe invece il divieto di dimora a Pisa.

Le indagini

Le indagini, condotte avvalendosi di intercettazioni telefoniche e ambientali, sono partite a febbraio 2019 in seguito ad una segnalazione arrivata dall'interno della stessa Polizia Municipale, e presto si sono indirizzate lungo due filoni. "La segnalazione - prosegue Crini - riguardava l'agente della Municipale, ma quando ci siamo messi a cercare abbiamo trovato anche altro". Le misure cautelari adottate dal Gip sono più lievi rispetto a quelle richieste dalla Procura (il carcere per i dipendenti comunali e i domiciliari per gli altri 5 indagati).

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"Le mele marce sono ovunque"

Sui fatti accaduti è intervenuto anche il sindaco di Pisa, Michele Conti: "Sulle indagini in corso vige il segreto istruttorio - ha detto Conti - a cui ci dobbiamo attenere. Ovviamente dispiace per quanto accaduto: il Comune di Pisa ha quasi 700 dipendenti e le mele marce purtroppo si trovano dappertutto. E' significativo che la segnalazione sia arrivata dagli stessi agenti. E' una ulteriore conferma della loro grande professionalità".

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