Cronaca

Influenza e meningite, i medici di famiglia di Pisa: "Servono investimenti alla medicina del territorio"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) Pisa ringrazia tutti i medici di assistenza primaria e di continuità assistenziale per l'eccezionale sforzo che hanno prodotto e che continueranno a produrre a sostegno della salute dei cittadini. I risultati del monitoraggio delle prestazioni effettuate indicano che in queste settimane i medici di famiglia e di guardia medica hanno risposto efficacemente, pur senza alcuna risorsa aggiuntiva strutturale, a migliaia di richieste provenienti dai cittadini, colpiti da una virulenta epidemia influenzale e preoccupati per la meningite.

Ogni medico di medicina generale ha vaccinato per influenza e meningite centinaia di pazienti, sostenendo l’impegno profuso dalla Regione e dalla ASL e sfatando concretamente i pregiudizi antiscientifici contro le vaccinazioni, uno dei principali strumenti di salute pubblica, riconosciuto tale da tutte le principali Agenzie internazionali, prima tra tutte l’OMS.

Sono state fornite, da parte dei medici di famiglia, informazioni e consigli sulla vaccinazione, rispondendo a numerosissime chiamate da parte degli assistiti, pur dovendo, al contempo, effettuare anche 80 visite al giorno. Parimenti anche la continuità assistenziale ha risposto a numerosissime chiamate ed ha effettuato un numero straordinario di visite. In oltre il 99 per cento dei casi i cittadini sono stati assistiti senza dover far ricorso all'ospedale.

Sono pertanto destituite di fondamento le polemiche inerenti alla presunta mancanza di "filtro" da parte del territorio che sarebbe la causa del sovraffollamento ai Pronto Soccorso. I risultati degli studi pubblicati dimostrano chiaramente che l'accesso dei cosiddetti "codici bianchi" ai Pronto Soccorso non ha alcuna relazione con la presunta impossibilità di poter accedere ai servizi medici territoriali. E' vero esattamente il contrario, infatti i picchi di accesso ai servizi di urgenza ospedalieri si verificano proprio nei momenti di maggiore disponibilità di accesso agli studi dei medici di famiglia.

Da anni la medicina generale, nelle sue varie articolazioni, sta sostenendo carichi assistenziali crescenti per l'invecchiamento, la cronicizzazione, il taglio dei posti letto e l'asfissiante burocratizzazione. La perdurante mancanza di investimenti rende non più sostenibile questo sforzo. Rispetto ad altre zone della regione, nella provincia scarseggiano medicine di gruppo, assistenti di studio, infermieri e case della salute, con evidenti squilibri a svantaggio dei cittadini.

Senza adeguati investimenti strutturali nella medicina generale non sarà possibile continuare a rispondere alla crescente domanda di assistenza che mostra incrementi ormai esponenziali. E' pertanto urgente riequilibrare la spesa, che ha sempre visto aumentare i costi per l'assistenza ospedaliera, investendo, in modo strutturale, a sostegno e sviluppo della medicina generale, nelle sue diverse espressioni professionali. In tutti i paesi l'assistenza medica ai cittadini é migliore e più efficiente ove la medicina generale é forte ed adeguatamente finanziata. Investire nella medicina generale riduce i costi e genera buona assistenza, a vantaggio della salute dei cittadini e dell’economia del paese. 

Il Consiglio provinciale

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