Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Informatizzazione, burocrazia e carenza di personale: "Procura di Pisa in difficoltà"

Il Procuratore capo Alessandro Crini, nel comunicare l'esito di una recente indagine con l'arresto di 3 persone accusate di rapina, ha parlato della riorganizzazione in corso dell'ufficio

"Ci siamo e ci saremo sempre per rispondere alla domanda di sicurezza del territorio, ma certamente scontiamo le difficoltà della situazione". Nell'illustrare i risultati di una recente indagine per rapina, che ha portato alla custodia cautelare in carcere di 3 persone, il Procuratore capo di Pisa Alessandro Crini ha voluto sottolineare alcuni aspetti critici in cui si trova il proprio Ufficio. Alla base del problema c'è una ormai storica mancanza di personale rispetto la mole di lavoro presente. 

"Voglio spendere alcune parole non solo per sottolineare il solito buon lavoro di chi esegue le indagini e di chi le coordina" ha esordito introducento il tema in conferenza stampa, oggi 16 giugno, "ma anche per rivendicare i risultati che otteniamo in una situazione complessa". Il riferimento di Crini è in particolare rivolto alla "riorganizzazione totale che stiamo vivendo, quella cioè dell'informatizzazione. Leggi e direttive ministeriali la impongono, con strumenti nuovi, che certamente sono il futuro ed anzi anche il presente. Devo dire che per strutture che hanno carenze di per sé questo processo è più difficile: Pisa è uno degli uffici più in difficoltà a livello nazionale".  

Pisa infatti, specifica Crini, "se andiamo a contare i processi pendenti e il numero di unità di personale ha uno dei rapporti più sfavorevoli. Anni fa eravamo purtroppo primi in questa classifica e non siamo mai scesi sotto il quinto posto. Prendiamo come elemento statistico generale, pur con i suoi limiti, questo dato: se in Italia si gestiscono dai 50 ai 150 fascicoli a dipendente, con 150 che è la media nazionale, a Pisa si va dai 300 ai 350. Pisa ha i 2/3 dei reati di Firenze. Si capisce bene quindi che portare avanti il lavoro ordinario e coordinare le attività di polizia giudiziaria come serve, in un territorio vivo dal punto di vista criminale come il nostro, ed anche rispondere alle esigenze di riorganizzazione, è difficile. Non vorremmo che a rimetterci sia la salute del personale, cosa che sta già succedendo".

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