Cronaca Porta a Mare

Saint Gobain a Porta a Mare: inquinamento superiore al consentito

Rilevazioni Arpat hanno evidenziato una soglia superiore al 5% di concentrazione di biossido di azoto. Prescritto alla società l'adeguamento dei sistemi di monitoraggio

Foto dal sito Arpat

Inquinamento atmosferico superiore al previsto. Un nuovo riscontro sulle emissioni del forno della Saint Gobain ha portato la Provincia di Pisa ad imporre alla società l'adeguamento del sistema di monitoraggio entro 3 mesi. Si tratta della Determinazione dirigenziale 4213 del novembre 2015. I primi rilevamenti di soglie non conformi si sono riscontrate negli anni 2012 e 2013.

A ricostruire la vicenda è la stessa agenzia per l'ambiente. Si parte dall'inizio, cioè con l'avvio del forno, attivo per 356 giorni all'anno, dall'estate del 2011, con vita prevista di 15 anni. Prima di emettere i fumi dal camino E11 vengono fatti due trattamenti: la neutralizzazione degli ossidi di zolfo e degli altri effluenti acidi gassosi e l'abbattimento delle polveri. Ciò viene monitorato con strumenti previsti dall'azienda. "Per quanto riguarda il parametro ossidi di azoto la normativa nazionale - scrive l'Arpat - consente la misura del solo monossido di azoto, quando in un processo di produzione sia stato verificato che nelle emissioni la concentrazione di biossido di azoto (NO2) è inferiore o uguale al 5% della concentrazione totale di ossidi di azoto".

Secondo l'organo di controllo la Saint Gobain ha dichiarato che la concentrazione di biossido di azoto sarebbe inferiore al 5%, per cui il sistema implementato presso il camino E11, costituito da un'unica sonda di rilevazione, misura solo il parametro monossido di azoto ed il valore complessivo è ottenuto tramite la suddetta correlazione.

Una quota che fin dopo il primo anno di attività non sarebbe stata rispettata: "Nell'ambito dei controlli previsti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale, nel 2012 e 2013, Arpat aveva effettuato due campagne di misurazione ed analisi dell'effluente gassoso emesso dal camino E11, riscontrando in entrambi i casi percentuale di biossidi di azoto nella miscela di ossidi di azoto compresa tra il 12 ed il 13%; valori di ossidi di azoto intorno a 1700 mg/Nm3".

A questo punto per chiarire la concetrazione reale di biossido di azoto è stata prevista un'apposita campagna di monitoraggio, con strumenti congunti di Arpat e Saint Gobain. "La formazione di condense nella linea di campionamento - spiega l'Arpat - era un'ipotesi avanzata dalla ditta per giustificare gli incrementi percentuali di biossido di azoto riscontrati negli anni precedenti, ovvero che la percentuale reale al camino di biossido di azoto nella miscela di ossidi di azoto fosse inferiore al 5%".

Il giudizio finale dell'agenzia di controllo: "Dai confronti fu evidenziata una buona corrispondenza tra lo strumento della ditta ed i tre apparecchi di Arpat. Il dato medio di contributo percentuale, osservato in tutti i confronti illustrati, era pari a 6,88% e quindi il contributo agli ossidi di azoto della specie chimica biossido risultava superiore al 5%. Il valore riscontrato da Arpat, inferiore comunque a quanto evidenziato in passato, era da attribuirsi ad un'anomalia verificatasi nel forno poco prima del campionamento. La corrispondenza di risultati ottenuti tra i 4 analizzatori ha validato i risultati di Arpat negli anni precedenti".

Il responso parla quindi di un grado di inquinamento superiore allo standard previsto. Sul tema il gruppo consiliare 'Una Città in Comune-Rifondazione Comunista' ha presentato un'interpellanza affinché "anche il Comune di Pisa si faccia garante della salute dei propri cittadini occupandosi della questione, e affinché sia risolto al più presto il problema della carenza di un sistema del monitoraggio della qualità dell'aria dei quartieri periferici a partire dall'installazione di centraline mobili per il rilevamento della qualità dell'aria a Porta a Mare e a Riglione-Oratoio".

"Una richiesta - prosegue la lista - votata all'unanimità dal Consiglio Comunale nel gennaio del 2015 sulla base di una mozione di iniziativa popolare promossa proprio dal Circolo di Rifondazione Comunista di Porta a Marte, e ad oggi rimasta disattesa". Restano alcune domande: "Questa scoperta che conseguenze può avere tutto ciò sulla nostra salute? Dopo i 90 giorni di tempo che stanno per scadere, chi controllerà l’efficacia dei provvedimenti? E cosa succederà se le emissioni continueranno ad essere superiori al 5%?".

Un monitoraggio stringente è quindi sempre più necessario: "Se consideriamo che il quartiere di Porta a Mare in questi anni ha anche avuto un notevole incremento di traffico a causa della realizzazione di IKEA, della Coop, e di nuove residenze, ci rendiamo conto di come sia stato sbagliato rimuovere la centralina di rilevamento della qualità dell’aria presente nel quartiere".

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