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Ikea a Pisa: tra favorevoli e contrari, la questione resta complessa

Alla Stazione Leopolda si è svolta una riunione cittadina per discutere sulle conseguenze positive e negative che l'insediamento del colosso svedese porterà non solo in città, ma anche in altre zone che hanno un fiorente settore del mobile

I lavori sono alle porte ma il dibattito su Ikea continua. L'insediamento della multinazionale nel territorio pisano pone tanti interrogativi e punti di domanda, di natura economica e sociale. Ieri a parlare delle problematiche, in un dibattito organizzato da SEL Pisa, erano presenti il sindaco Marco Filippeschi, il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi, il presidente della CNA Pisa Andrea Zavanella, Teresa Arrighetti dell'Istituto di Urbanistica e il responsabile provinciale all'ambiente e territorio Paolo Fornai.

Il dibattito si apre con le parole di Paolo Fornai: "Oltre ai lati positivi che porterà Ikea bisogna pensare alla salvaguardia del territorio. L'insediamento della multinazionale del mobile può non giovare al 100% alla nostra economia locale".

A seguire, tra i dubbi e e le domande, sono le parole di Marco Filippeschi. "Si è parlato di ospitare Ikea in città per 6-7 anni.  È ovvio che un insediamento di questa portata necessita della costruzione di infrastrutture di supporto e della manutenzione stradale - sottolinea - il primo cittadino - il progetto di oggi è diverso da quello di qualche anno fa, dato che non è stata presa in considerazione l'area industriale della città".

"Per la sua attuale collocazione ha influito la vicinanza a uno svincolo autostradale - continua a spiegare il sindaco - per cui alcuni siti che sembravano perfetti, per spazi e quant'altro, non sono risultati idonei. Inoltre l'area di Canale Navicelli ha delle qualità importanti. La costruzione del colosso svedese porterà a questa zona un ulteriore sviluppo. Ikea infatti darà una maggiore visibilità e ci sarà un conseguente effetto di riqualificazione territoriale. Verranno anche organizzate navette speciali che condurranno dall'aeroporto a Pisa Centro, passando per la zona di Ikea".

Filippeschi continua a spiegare il progetto, soffermandosi sugli effetti positivi, economici e sociali che la presenza della multinazionale potrà avere sulla città. "Siamo consapevoli - afferma - che andranno fatti ancora molti lavori di miglioramento stradale, soprattutto per quanto riguarda l'Aurelia. Già da un paio d'anni Comune e Regione hanno firmato un protocollo d'intesa per il discorso "Strade", bisogna che Comune, Provincia e Regione rimangano uniti e continuino a collaborare".

Dalla questione stradale si passa poi a quelle sull'impatto ambientale e assunzioni. I posti di lavoro previsti sono 300. Filippeschi fa qualche paragone con il punto vendita Ikea di Sesto Fiorentino: "Per quanto sappiamo, a Firenze i posti di lavoro sono oltre 400 e i contratti lavorativi sono a tempo indeterminato. I lavoratori di Sesto, dichiarano di avere un contratto e uno stipendio interessante, che non ha mai portato i sindacati ad avere problemi con Ikea".

Dopo il discorso e le spiegazioni del sindaco, interviene Andrea Zavanella, presidente CNA Pisa: "Purtroppo abbiamo assistito tramite la stampa ai discorsi accesi delle autorità per la collocazione di Ikea. L'insediameto di questo grande punto vendita comporterà anche dei disagi economici. Nel campo della costruzione dei mobili abbiamo un settore fiorente che è quello di Lari, Ponsacco e Cascina. Ikea avrà per queste attività un impatto economico forte e quindi bisogna trovare una soluzione. Dovremo pensare anche ad idee che valorizzino il nostro mercato locale - conclude Zavanella - e non solo quello della multinazionale".

Il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi fa poi il punto della situazione, ripercorrendo la vicenda e i personaggi. "Prendere delle decisioni così importanti non è una cosa semplice - afferma Lunardi - e a volte si commettono degli errori di valutazione. Molto spesso i Comuni sono anche sotto pressione dalla stampa e i dibattiti si fanno più accesi. L'importante è trovare punti di accordo che vadano bene a tutti".

Il discorso si sposta poi sull'impatto ambientale e a prendere la parola è Teresa Arrighetti per l'Istituto di Urbanistica: "L'urbanistica consente di poter valutare i piani comunali, provinciali e regionali nel loro insieme. La domanda principale, per quanto riguarda l'insediamento di certe multinazionali in un territorio cittadino è sempre la stessa: come si deve procedere? Alla base di tutto ci deve essere un coordinamento regionale e provinciale".

Oggi si parla di sviluppo sostenibile ma il discorso diventa molto complicato per Ikea. "Bisogna cercare di preservare il più possibile il paesaggio e l'ambiente circostante,  valorizzando le nostre risorse. Ovviamente in questi casi - spiega Arrighetti -  non esiste un impatto ambientale zero, ma le nostre valutazioni ci impongono di scegliere l'impatto meno forte".

Per Ikea non sono solo rose e fiori, ma anche tanti problemi e paure che andranno man mano discussi tra Comune, cittadinanza e commercianti.

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