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Sabato, 23 Settembre 2023
Cronaca Cep

Installata l'antenna del Cep, spostata di 100 metri: "Soluzione che non soddisfa nessuno"

Il comitato di quartiere Vecchio Cep esprime il suo disappunto per come è stata condotta e si è conclusa la vicenda

Lo spostamento dell'antenna del Cep alla fine è avvenuto, come previsto dalla chiusura dell'accordo fra privato e Comune di Pisa. E non soddisfa il comitato di quartiere Vecchio Cep. Nei mesi scorsi il gruppo di residenti aveva guidato la protesta contro la prima dislocazione dell'infrastruttura, azione che fu poi appoggiata anche dal sindaco di Pisa Michele Conti nel marzo 2021. Da allora si è aperta la trattativa con l'azienda di telefonia per trovare una soluzione da parte dell'avvocatura comunale, che ha trovato in questi giorni la sua realizzazione: "Uno spostamento di 100 metri che non soddisfa nessuno", sentenzia il comitato in una nota del 22 settembre, comitato che si era dichiarato "contrario fin da quanto scoprimmo il 30 dicembre 2021 la letterina per Babbo Natale dell'accordo bonario fra Iliad e il Comune di Pisa".

"Precisiamo - prosegue il Vecchio Cep - che quell'accordo è stato più oneroso che bonario, in quanto siglato a fronte del pagamento di 90mila euro più Iva da parte del Comune, per i mancati introiti dovuti al ritardato avviamento dei due impianti e della concessione di ulteriori sei stazioni radio-base in città, di cui una sulla Torre Guelfa, come risulta dall'accordo firmato dall’avvocatura comunale, pubblicato anch'esso sull’albo pretorio". "Le promesse frettolose fatte dal Sindaco agli inizi di marzo 2021, davanti alla partecipata manifestazione di protesta degli abitanti, erano infatti ben altre e prevedevano la rimozione dell'antenna dalla via Vecellio e non un ridicolo spostamento a danno delle casse comunali che non accontenta nessuno", rincara il comitato. 

La vicenda non è stata condotta come sperato dai residenti: "Più volte abbiamo chiesto al sindaco un incontro per essere ascoltati, ma le numerose richieste inviate anche via pec, sono sempre state disattese. Una collaborazione avrebbe portato ad una soluzione sicuramente migliore di questa. Come comitato siamo comunque andati avanti da soli, aprendo un contenzioso con Arpat circa il parere favorevole espresso per l"impianto". Secondo gli attivisti tale parere non "tiene conto delle emissioni prodotte dal secondo impianto del quartiere: la multi-stazione radio base Tim-Wind-Vodafone ubicata nel campanile della chiesa di San Ranieri che di fatto contribuisce alla formazione di emissioni aggiuntive, rispetto a quelle inizialmente stimate da Arpat nel funzionamento della sola nuova antenna di via Vecellio, mettendo a rischio di sovraesposizione alcune abitazioni comprese tra le due antenne".

Su questo punto "grazie all'impegno volontario dei nostri tecnici, più volte intervenuti nelle competenti Commissioni comunali, siamo forse riusciti a sensibilizzare l'amministrazione a una maggiore attenzione sull'ubicazione di questi impianti, su cui vige un'allerta per rischio biologico emanata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, e sulla necessità di emanare prescrizioni ed obiettivi di qualità secondo quanto previsto dalla legge quadro 36 del 22/2/2001 sull'esposizione umana ai campi elettromagnetici, per evitare il ripetersi di situazioni simili al caso del Cep, ove il traliccio era stato installato a soli 20 metri da una palazzina, o che le stazioni radio base vengano installate in prossimità di scuole, asili nido o in altri punti sensibili della città".

Non ottenuto uno spostamento sostanziale, l'ultimo risultato ottenuto di cui il Vecchio Cep rivendica per la sua azione, fra proteste e audizioni, è "aver ottenuto da Arpat la conduzione di una onerosa campagna di misurazione delle emissioni elettromagnetiche nelle zone e negli appartamenti più esposti ai campi elettromagnetici prodotti delle antenne già in servizio. Misurazioni che potranno essere richieste anche per la nuova postazione dell'antenna, sempre che ci sia un vivo interesse nel quartiere, da manifestarsi pubblicamente come avvenne nella partecipata assemblea di via Vecellio, nell'ormai lontano marzo 2021".

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