Internalizzazione del servizio assistenza alla Remaggi: "Si dia più tempo"

Chiedono "un passo indietro" i sindacati, per una maggiore programmazione che tuteli i 19 dipendenti che perderanno il posto di lavoro

Restano alte le preoccupazioni dei sindacati per il caso Remaggi. In una nuova nota congiunta Fp Cgil, Uil Fpl, Cgil Pisa, Spi-Cgil e Uilp chiedono a Cda ed amministrazione comunale di Cascina di fare "un passo indietro" per "difendere l'occupazione ed il mantenimento della qualità assistenziale agli ospiti". In particolare i sindacati hanno chiesto di "rivedere i tempi per l'internalizzazione, individuando percorsi finalizzati ad evitare ogni impatto occupazionale e garantire al meglio la continuità assistenziale".

La cooperativa sociale Elleuno, attualmente incaricata della gestione, terminerà l'attività presso uno degli edifici della Rsa di Navacchio il prossimo 10 febbraio. Da allora "le diciannove operatrici socio-sanitarie della cooperativa saranno estromesse in blocco dal servizio e sostituite dal nuovo personale a tempo determinato, assunto direttamente dall'Apsp. Se pure le internalizzazioni rappresentano una scelta apprezzata dal sindacato, riteniamo imprescindibile che tale iniziativa sia in via preventiva sostenuta ed accompagnata in tempi congrui da un'attenta pianificazione, affinchè il personale in appalto non corra rischi sotto il profilo occupazionale, come invece si sta profilando nella situazione specifica: la perdita del posto di lavoro per il personale in appalto riguarda lavoratori e lavoratrici che hanno un' età anche di circa 60 anni e che prestano la loro opera al Remaggi anche da 15 anni".

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"Al disagio occupazionale si somma - insistono i sindacati - quello considerevole che sarà causato agli ospiti anziani e fragili, che vedranno da un giorno all'altro il radicale cambio di tutto il personale addetto all'assistenza e di conseguenza il frantumarsi di tutte le relazioni ed i rapporti costruiti in anni e anni di faticoso lavoro". Ad oggi - concludono le sigle - non abbiamo potuto apprezzare nessun atto di responsabilità. L'auspicio è quello di un attento riesame del percorso tracciato ad oggi, che possa traguardare una prospettiva equilibrata e sgombra da ricadute sociali negative".

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