Cronaca

Arrestato per aver inneggiato alla jihad: "L'Isis sporca l'Islam"

Jalal El Hanaoui era stato arrestato lo scorso luglio dopo che alcuni profili Facebook, a lui riconducibili, sostenevano la jihad. Ma il 25enne marocchino ha respinto tutte le accuse, manifestando solidarietà alle vittime di Parigi

(foto d'archivio)

Si è presentato di fronte al pm della Dda di Firenze indossando una tuta del Paris Saint Germain e una maglietta con la Torre Eiffel per manifestare solidarietà alle vittime di Parigi. Ieri è stato infatti il giorno dell'interrogatorio per Jalal El Hanaoui, il venticinquenne marocchino, residente a Ponsacco, detenuto da quattro mesi nel carcere Don Bosco di Pisa con l'accusa di avere inneggiato alla jihad attraverso profili Facebook.

Il giovane, arrestato lo scorso luglio, è stato interrogato per 4 ore e si è difeso affermando di non aver "mai pubblicato la bandiera dell'Isis, quell'immagine raffigura i sigilli dei documenti del Profeta e viene impiegata impropriamente da chi invece in questo modo sporca l'Islam".
"Non ho mai voluto fare propaganda al califfato - si è difeso El Hanaoui - ciò che è stato trovato nella memoria del computer è il frutto di ricerche per interesse e curiosità, ma da parte mia non c'è alcuna adesione all'Isis".

Il giovane è anche accusato di avere navigato sul web con un software criptato e di avere conservato sulla memoria del telefono cellulare alcuni video dell'Isis: "Ho appreso dell'esistenza di quel software da un servizio in Tv e ho voluto provare a usarlo, mentre per quanto riguarda i video si tratta di materiale che ricevevo attraverso gruppi di Whatsapp e che cancellavo immediatamente, ma la memoria del telefonino salva comunque i file ricevuti. Io non li ho mai diffusi, ne' richiesti".
 

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