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Da sinistra: Andrea Buscemi, il suo avvocato, Rubina Colombini, e la sua compagna, Martina Benedetti

Da sinistra: Andrea Buscemi, il suo avvocato, Rubina Colombini, e la sua compagna, Martina Benedetti

Buscemi e Casa della Donna: la vicenda arriva in Parlamento

Interrogazione da parte di alcuni parlamentari del Partito Democratico al premier Giuseppe Conte. Al centro del documento le minacce dell'assessore di ritirare i contributi all'associazione femminista

Il 'caso Andrea Buscemi' arriva in Parlamento con un’interrogazione presentata dalla deputata del Pd Susanna Cenni, sottoscritta anche dai olleghi di partito Lucia Ciampi e Stefano Ceccanti. Nel testo, rivolto al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, si chiede al Governo di occuparsi del caso, alla luce delle dichiarazioni dell'assessore alla Cultura del comune di Pisa "con cui minaccia di non erogare contributi alla Casa della Donna".

Nel documento, dopo aver ripercorso la vicenda e sottolineata "la singolarità del caso Buscemi", viene chiesto al Governo e al sottosegretario alle Pari opportunità di "tutelare l’autonomia delle associazioni impegnate contro la violenza sulle donne, come la Casa della Donna che, dopo aver richiesto, come tante altre associazioni e persone, le dimissioni di Buscemi è stata minacciata di vedersi bloccati i contributi da parte del Comune di Pisa".

"Nei giorni scorsi - afferma Susanna Cenni - nella sede della Casa della Donna c'è stata anche un'effrazione. Siamo di fronte a un clima molto pesante e anche per questo riteniamo che chi nel Governo si occupa di pari opportunità debba scendere in campo. Le dichiarazioni dei giorni scorsi dell'assessore nei confronti della Casa delle Donne rappresentano un atto grave, che potrebbe preludere a possibili comportamenti discrezionali legati alla propria vicenda personale e giudiziaria nella concessione di contributi pubblici".

"Contro la nomina di Andrea Buscemi ad assessore si sono mobilitati cittadini, associazioni e buon parte dell’opinione pubblica non soltanto a Pisa ma in tutta Italia. A luglio scorso sono state consegnate al sindaco di Pisa, Michele Conti, ben 37mila firme in cui si chiedevano le dimissioni di Buscemi. Una richiesta appoggiata da molte associazioni tra cui la Casa della Donna che ha promosso numerose iniziative per sensibilizzare la cittadinanza e l’opinione pubblica sulla vicenda. E proprio per punire l’associazione femminile, che fin dal 1990 si batte contro la violenza sulle donne, risulterebbe che Buscemi sia intervenuto pubblicamente, chiedendo la sostituzione degli attuali vertici della Casa delle Donne di Pisa e minacciando il blocco dei contributi previsti per l’attività sociale e il supporto logistico dell’associazione".

"Risulta poi abbastanza incomprensibile - prosegue Cenni - il fatto che il Sindaco di Pisa fino a oggi abbia mantenuto una posizione di neutrale compiacenza, dimostrando di non volere affrontare in maniera seria questa gravissima situazione nonostante una richiesta bipartisan di dimissioni emersa da donne di tutte le aree politiche. Non è accettabile che in una democrazia come la nostra si veicolino messaggi e valori che rischiano di azzerare un lavoro faticoso ed impegnativo di legislatori, di donne e di forze da sempre impegnate per l'evoluzione civile di questo nostro Paese".

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