Cronaca Tirrenia / Viale del Tirreno, 10

Tirrenia, ruspe al Bagno Hoasy contro le strutture abusive, i gestori: "Lasciateci lavorare"

Negli anni passati sono state realizzate prima opere di sbancamento e poi di ampliamento del viale d'accesso. Costituite poi le aree di sosta. Tutto sarà eliminato per preservare l'ambiente naturale, ma Confcommercio chiede il rispetto delle procedure

Conto alla rovescia per l’intervento di rimozione delle asfaltature e delle altre opere abusivamente realizzate nell’area delle dune di Tirrenia, lungo il viale d’accesso che conduce al Bagno Hoasy. Qui, infatti, per conto della proprietà dello stabilimento balneare, sono state realizzate interventi già denunciati da Parco e ambientalisti e al centro delle attenzioni anche di magistratura e Polizia Municipale, dato che quello delle dune sabbiose è un habitat naturale tanto delicato quanto pregiato ed è da tempo al centro di molti progetti e interventi di tutela.

"Ieri mattina - fanno sapere dall'amministrazione comunale - la ditta che dovrà svolgere i lavori ha effettuato un primo sopralluogo sul posto, confrontandosi anche con le resistenze della famiglia proprietaria che ha cercato d’impedire l’accesso all’area, rendendo necessario l’intervento sul posto di Polizia Municipale e Carabinieri. Nei prossimi giorni seguirà l’intervento vero e proprio che sarà totalmente a carico della ditta e della proprietà e non comporterà alcun onere per l’amministrazione comunale".

Le dune costiere, infatti, costituiscono un paesaggio effettivamente in via di estinzione dato che lungo le coste italiana la maggior parte dei tratti dunali sono stati sbancati per costruire strade, case, parcheggi e per utilizzare la spiaggia a scopo balneare. Al riguardo sul Litorale pisano rimangono integre le dune della Tenuta di San Rossore ed alcuni tratti a sud della foce dell’Arno, fra Tirrenia e Calambrone.

Interviene  sulla vicenda Confcommercio Pisa. “Non vogliamo entrare nel merito tecnico di una vicenda complessa, ma le modalità di intervento da parte dei funzionari dell'amministrazione comunale nei confronti dei titolari del bagno Hoasy sono difficilmente accettabili sul piano formale - afferma il direttore Federico Pieragnoli - intanto, sotto il profilo della comunicazione: i gestori del bagno, cointeressati in modo sostanziale al provvedimento, non hanno ricevuto alcuna informazione del meccanismo che stava per essere messo in moto. Solo venerdì mattina hanno ricevuto l'avviso ad aprire l'accesso allo stabilimento senza ulteriori motivazioni e questa mattina (ieri, ndr) si sono visti arrivare ruspe e camion per i lavori. L'altro aspetto è che i nostri legali - prosegue Pieragnoli - non sono riusciti ancora a visionare il provvedimento formale che dovrebbe autorizzare una bagno hoasy ruspe-3simile operazione. Grazie alla disponibilità dell'assessore Ghezzi l'esecuzione è stata ritardata di 48 ore, in questo tempo cercheremo di capire come stanno realmente le cose. Certo, quello che ci sentiamo di dire, è che i gestori, così come prevede la legge, debbono essere messi in condizione di esercitare il sacrosanto diritto alla difesa e alla tutela dei propri interessi. Senza scorciatoie da parte di nessuno”.

“All'improvviso abbiamo visto arrivare ruspe e camion senza nessun tipo di preavviso - sottolineano Andrea e Stefano Antonelli, gestori del Bagno Hoasy - siamo padri di famiglia, abbiamo mogli e figli a carico, questo modo di fare nei nostri confronti lo troviamo incomprensibile. Dopo anni di investimenti e sacrifici personali, stanno facendo di tutto per farci smettere. Abbiamo chiesto la sanatoria, siamo disponibili a trovare soluzioni che ci permettano di continuare a lavorare nelle migliori condizioni possibili”.

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