Caso Scieri: i giardini pubblici di via di Gello intitolati a 'Lele'

La Giunta comunale ha accolto la proposta dei consiglieri di maggioranza per rendere omaggio al parà trovato morto nel 1999 nella caserma 'Gamerra'

Saranno intitolati a Emanuele Scieri, il giovane parà morto nel 1999 all'interno della caserma 'Gamerra', i giardini pubblici di via di Gello. Lo ha deciso la Giunta comunale di Pisa. “La proposta di intitolare una strada ad Emanuele Scieri, allievo paracadutista della Folgore che non meritava una morte così assurda proprio nella nostra città, ci è sembrata un atto dovuto - spiega il vicesindaco Raffaella Bonsangue - Emanuele aveva lasciato la sua terra e la sua famiglia, dopo aver brillantemente concluso gli studi di Giurisprudenza alla facoltà di Catania, per unirsi al fiore all’occhiello delle nostre Forze Armate, il corpo dei paracadutisti della Folgore. Prescindendo dall’attività in corso da parte della magistratura, l’intitolazione di una strada a Emanuele Scieri è una cosa a parte rispetto al processo ed al suo finale: è un gesto che andava fatto da tempo, per far sentire Pisa vicina alla tragedia che si è consumata all’interno della caserma cittadina. Proprio in considerazione del forte legame che il centro di addestramento della Folgore ha con la città, quanto è successo rimane una ferita aperta da vent’anni - prosegue Bonsangue - un tempo lunghissimo in cui la città si è interrogata, più volte, a vari livelli, su quella tragedia. La scuola di paracadutismo che forma questi giovani, ha sempre avuto uno stretto rapporto con la nostra comunità cittadina che ne vanta la presenza e l’integrazione con ufficiali, sottufficiali e loro famiglie ed è proprio per questo motivo, a prescindere dalle vicende giudiziarie che ci auguriamo facciano chiarezza una volta per tutte sulla morte di Emanuele Scieri, che il sindaco e la Giunta, su sollecitazione dei consiglieri di maggioranza, hanno ritenuto doveroso intitolare uno spazio pubblico della nostra città a questo giovane militare scomparso prematuramente in maniera tragica”. 

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