Intitolazione di una rotatoria a Niccolai, il Pd al Prefetto: "Neghi l'autorizzazione"

Il gruppo consiliare Dem ha inviato una lettera a Castaldo: "Nella città dove sono state firmate le leggi razziali è inaccettabile rendere onore a chi quelle leggi ha contribuito ad applicarle, senza mai pentirsi"

Il palazzo della Prefettura (Foto d'archivio)

La questione relativa all'intitolazione di una rotatoria a Marina di Pisa all'esponente del Movimento Sociale Italiano, Giuseppe Niccolai, arriva in prefettura con una lettera inviata dal gruppo consigliare del Pd al prefetto Giuseppe Castaldo. Gli esponenti Dem chiedono a Castaldo di negare l'autorizzazione all'intitolazione a Niccolai, prevista da una delibera di Giunta dei giorni scorsi nella quale si intende dedicare tre rotonde che si trovano nelle vicinanze del Porto di Pisa a tre politici del passato della città: Carlo Ciucci (Dc), Giuseppe De Felice (Pci) e, appunto, Giuseppe Niccolai (Msi).

Tre rotatorie intitolate a Carlo Ciucci, Giuseppe De Felice e Giuseppe Niccolai

"Due delle tre figure, Carlo Ciucci e Giuseppe De Felice - si legge nella lettera - rappresentano i valori della Costituzione e della Repubblica Italiana, avendo esercitato i loro ruoli rispettando in pieno ogni articolo della nostra Carta fondamentale. Al contrario, aver deliberato l’intitolazione di un luogo pubblico a Giuseppe Niccolai rappresenta la sconfessione dei principi e dei valori costituzionali e per questo siamo a richiederle di non concedere la sua autorizzazione, ai sensi della legge 1188/1927 che regola la materia".

"Niccolai - si legge ancora - è stato un esponente del Movimento Sociale Italiano, parlamentare per due legislature e consigliere comunale per molti anni nella nostra città. Ma a fronte di una militanza partitica, Niccolai ha sempre lavorato, in modo esplicito e chiaro, in continuità con i disvalori fascisti e del regime dittatoriale. In tanti anni di presenza nelle istituzioni, mai una volta Niccolai ha affermato che il fascismo è stato una tragedia per l’Italia, mai ha sconfessato il totalitarismo e mai ha dato segni di rielaborazione. È stato un fascista prima, durante e dopo il secondo conflitto mondiale. È sufficiente una ricerca, anche superficiale, sul web, per trovare i suoi scritti, le sue parole, gli articoli pubblicati sui giornali che dirigeva: il fascismo viene osannato e mai criticato. Niccolai non è stato un sincero democratico, pur facendo parte per decenni di istituzioni democratiche. Quelle istituzioni che mai avrebbero rappresentato il popolo italiano se a vincere fosse stato il fascismo e non la democrazia e la libertà".

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"Nella città dove è stato firmato l’orrore delle leggi razziali - concludono i Dem - è inaccettabile che un luogo pubblico renda onore a chi quelle leggi ha contribuito ad applicare, senza mai pentirsi. Così come non ha mai fatto una autocritica sul suo arruolamento volontario nell’esercito fascista, a fianco dei nazisti, nello scenario libico. La figura di Niccolai è divisiva e non può rappresentare l’intera comunità, principio basilare al quale sarebbe necessario attenersi quando si procede con intitolazioni toponomastiche. Le chiediamo, in conclusione, di non procedere con la suddetta autorizzazione e, gentilmente, di concederci la possibilità di incontrarla per manifestarle con maggiore dettaglio il nostro parere".

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