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Cronaca Peccioli

Guerra: da Peccioli 70mila euro di medicinali per l'ospedale di Leopoli

La decisione del Comune e di Belvedere spa per sostenere la popolazione colpita dal conflitto

Un carico di medicinali che prenderà il volo dall'Italia in direzione Ucraina. La comunità pecciolese, con in prima fila il Comune di Peccioli e Belvedere Spa, donerà 70mila euro di medicinali da destinare all'ospedale di Leopoli, proprio in questi giorni oggetto dei primi bombardamenti da parte delle forze armate russe.
La decisione è stata presa nel corso di una Giunta comunale che, utilizzando una riserva di bilancio prevista per esigenze straordinarie, ha finanziato, con il supporto della Federazione regionale della Misericordie della Toscana, l'acquisto di 35mila euro di medicinali.
"In questo momento di emergenza, non solo per l'Ucraina ma di grande tensione in tutta Europa, è indispensabile fare il nostro dovere e dare il nostro contributo - ha detto il sindaco Renzo Macelloni - abbiamo ritenuto necessario dimostrare concretamente la vicinanza della comunità di Peccioli alla popolazione ucraina. Come amministrazione comunale ci riserviamo di rimodulare la nostra programmazione per sensibilizzare tutti i cittadini e continuare a porre attenzione alla situazione ucraina".

Già il 17 marzo scorso il consiglio di amministrazione di Belvedere spa aveva deliberato la volontà di mettere a disposizione l'importo di 35mila euro per l'acquisto di medicinali da inviare in Ucraina per un totale dunque di 70mila euro. "Una scelta, quella dell'intero Sistema Peccioli, dettata dalla grave situazione che si sta verificando in Ucraina, determinata da una vera e propria aggressione perpetrata dalla Russia che ha dato avvio a una guerra, come non se ne erano più viste sul territorio europeo negli ultimi 75 anni, che purtroppo si sta velocemente trasformando in una emergenza umanitaria - si legge nella delibera approvata dalla Giunta il 19 marzo - tenuto conto che l’amministrazione comunale considera quella degli ucraini una battaglia giusta, una coraggiosa lotta in primis per la difesa del loro Paese e per la loro libertà, ma in seconda battuta anche per noi e per le democrazie occidentali, si ravvisa la necessità di fornire supporto alle persone rimaste in Ucraina. Valutando anche l'accoglienza di coloro che sono costretti a lasciarla per sopravvivere".
 

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