Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

'Io non voglio sparire': ristoratori in Prefettura per proporre aperture serali e ristori mirati

Un gruppo di esercenti attivi a Pisa ha presentato una lettera con oltre 200 firme per rimodulare le misure anti-Covid

Nati "per caso", si fanno portatori delle istanze di chi vive la ristorazione, per tornare ad aprire in sicurezza. Per "non sparire". Stamani, 15 gennaio, un gruppo di esercenti si è ritrovato davanti la Prefettura di Pisa per consegnare al rappresentante del Governo Giuseppe Castaldo una lettera con le proprie proposte. Sono oltre 200 le firme a sostegno, con in calce la sigla 'Unione settore food and beverage'. La delegazione è stata ricevuta e all'uscita si è detta "soddisfatta" dell'incontro, in quanto "il Prefetto si è detto favorevolmente colpito da quanto abbiamo segnalato e si è impegnato a girare le richieste in Regione Toscana e presso il Governo".

Ad entrare a Palazzo Medici sono stati Marco Ton del 'Viavai Cafè', Antonio Mondella della pizzeria 'da Toni' e Alessandro Mei del 'Sali Scendi pub' di Ghezzano. "Il gruppo ha cominciato a sentirsi circa 2 mesi fa - racconta Marco Ton - ed ha organizzato questa prima uscita nel giro di pochi giorni. Le 220 firme sono state raccolte in una settimana soltanto". Un gruppo quindi di colleghi, che da un giro di telefonate si è poi organizzato con una chat e questa prima iniziativa pubblica. 

Le proposte

Gli esercenti sostanzialmente chiedono di aggiustare il tiro delle misure di contenimento dei contagi Coronavirus in modo da permettere aperture serali, sempre rispettando le misure di prevenzione, fra tutte in particolare quella del distanziamento. L'orario di chiusura, si legge nella lettera consegnata al prefetto, sarebbe sempre le 22. 

"L'idea - hanno illustrato i rappresentanti ai presenti - è quella di prevedere e differenziare aree della città e locali, in modo da permettere le aperture serali a chi sia in grado di assicurare il distanziamento fra i tavoli. Rileviamo come a pranzo tutti possano già aprire. Se ciò è permesso, diversamente dalla cena, è perché evidentemente si temono maggior flussi di persone la sera. Se si prevedono zone della città dove non si teme questo concentramento, si può consentire l'apertura ai locali che hanno gli spazi utili ad aprire in sicurezza: questi esercenti rinuncerebbero ai loro ristori, permettendo che le risorse possano essere concentrate verso chi, invece, non disponendo di ampi spazi, debba rimanere chiuso".

Una misura di solidarietà di categoria, in quanto "prendere mille euro di ristoro a testa non influisce minimamente - spiega Alessandro Mei - mentre invece, se si riduce la platea dei destinatari dei rimborsi perché gli altri possono aprire, se si riesce a dare 5-10mila euro ciascuno si riesce a dare un sostentamento migliore. E ripartirebbe anche l'indotto". A corredo poi della novità andrebbe aggiunta all'autocertificazione in vigore la possibilità di giustificare lo spostamento con l'indicazione dell'uscita per cenare fuori. "Mi ha sorpreso venire a sapere - ha aggiunto Antonio Mondella - che previsioni come queste non siano mai giunte sui tavoli di discussione. Speriamo possano essere valutate ed accolte".

Riaprire vuol dire anche tutelare l'occupazione, sottolineano Cristian Badalamenti e Amelia Rocha della 'Pizzeria Zero Zero', presenti al presidio. "Dopo 8 anni di lavoro sono riuscito ad avere un minimo di squadra - dice l'imprenditore - ora ho perso uno dei due pizzaioli. Con questa situazione finisce che andranno tutti a lavorare nei supermercati. Riaprire, ovviamente in sicurezza, è quindi una questione di sopravvivenza del settore, altrimenti saremo tutti costretti a rivolgerci alle multinazionali dell'asporto". "I contagi sono rimasti uguali e sono anche saliti con i ristoranti chiusi - rileva Amelia - mentre ad esempio i supermercati restano aperti e pieni, con distanziamento ormai minimo. Lavorare in sicurezza si può".

"La Prefettura - ha anche specificato Marco Ton - tiene a far sapere di essere a disposizione degli imprenditori nel caso di problemi nella ricezione dei ristori o per ritardi nella cassa integrazione. Siamo stati felici di questa apertura, speriamo che le nostre richieste siano ascoltate, crediamo siano di buon senso, non vogliamo porci in contrasto all'opinione pubblica". "Parteciperemo stasera - ha concluso - al flash mob alle ore 20 lanciato da Ristorazione Toscana, con cui apparecchieremo i nostri locali come se dovessimo accogliere i nostri clienti".  

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