Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

L'ippopotamo del circo: dall'Africa all'asfalto lungo la Saint Gobain

Una foto postata su Facebook ha provocato grande sconcerto per le condizioni in cui si trova l'ippopotamo del Circo Orfei, in questi giorni a Pisa. Abbiamo parlato con il comandante provinciale delle Guardie Ecozoofile che ci ha spiegato la situazione

Ha provocato non poca amarezza una foto 'rubata' postata su Facebook che raffigura un ippopotamo del Circo Orfei, presente in questi giorni lungo la Saint Gobain a Pisa, sdraiato sul piazzale di asfalto, all'interno di un recinto, in attesa magari del proprio turno di esibizione. Un luogo non proprio simile all'habitat naturale del grosso mammifero africano. Così tra commenti e riflessioni, la domanda più ricorrente sul social network è stata: "Perchè nessuno interviene?".

Abbiamo girato la domanda al Comandante Provinciale delle Guardie Ecozoofile dell'Anpana Rino Campobassi che ci ha illustrato la situazione, spiegandoci perchè quell'animale continua a starsene sdraiato sul cemento.

"I circhi sono, possiamo dire, tutelati da una vecchia legge, la 337/1968, per la quale è il Ministero del Turismo e dello Spettacolo a decidere, secondo la documentazione e le strutture, quali sono quelli che possono utilizzare animali esotici - spiega Campobassi - i circhi si vedono così rilasciare un certificato che viene utilizzato come una sorta di deroga a molte altre leggi che si sono succedute nel tempo, ad esempio contro il maltrattamento di animali. La frustata è un esempio di maltrattamento, ma i circhi si appellano alla 337 e all'autorizzazione ottenuta e vanno avanti con i loro spettacoli".

"Inoltre non è semplice dimostrare che quell'animale, nonostante un luogo molto diverso dal suo habitat, stia realmente soffrendo o sia malato - prosegue Campobassi - per effettuare un controllo è necessaria una commissione ufficiale composta da Polizia Giudiziaria e veterinari esperti in animali esotici. Noi non abbiamo per questo l'autorità di intervenire, anche volendo andare a vedere non potremmo fare molto, a meno che il maltrattamento non sia eclatante, solo così potremmo cercare di fermare il circo". Che spesso tiene ben nascosta Ippopotamo circo orfei-3la zona in cui gli animali vengono tenuti e curati.

"Gli animali subiscono il maggior stress sicuramente durante i viaggi - afferma Campobassi - è quello il momento in cui bisognerebbe davvero vedere come le condizioni degli animali di molti circhi". Sì, perchè basti pensare ad una giraffa: per il trasporto di un animale così ci vorrebbero mezzi, costosi, che non passerebbero neppure sotto ai ponti cittadini.  "Si presuppone per questo che le giraffe durante il viaggio siano costrette a stare con il collo piegato in avanti" conferma il comandante provinciale. Una vera e propria tortura insomma che va contro la natura di un animale che dovrebbe mangiare le foglie degli alberi, mentre l'ippopotamo dovrebbe stare nell'acqua. Avrebbe bisogno almeno di una vasca grande in cui nuotare, struttura non esattamente simile al piazzale di asfalto sulla Saint Gobain.

"Fortunatamente in molti stati la mentalità sta cambiando, penso all'Austria, alla Svizzera e all'America dove gli spettacoli con gli animali sono vietati - conclude il comandante provinciale delle Guardie Ecozoofile Campobassi - anche in Italia ci sono molte regioni che stanno cercando di invertire la rotta. C'è molta più sensibilità rispetto al passato e questo ci fa ben sperare".

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