Cronaca

Disabili: liceo pisano respinge l'ammissione ad un ragazzo autistico

Un test d'ingresso fallito ha inizialmente impedito al giovane di segnarsi all'anno scolastico del Liceo Musicale 'Carducci'. Poi la lotta della madre e la sentenza del Tribunale per la riaffermazione del diritto allo studio e all'integrazione

Potrà andare alla scuola superiore desiderata, ma solo grazie ad una sentenza del Tribunale ordinario. Il Movimento 5 Stelle, insieme ad una rappresentante legale della madre del ragazzo autistico, nella conferenza stampa di stamani hanno illustrato una vicenda che mostra come ancora ci sia tanta difficoltà nell'affermazione dei diritti dei disabili. La decisione del giudice che ordina alla scuola la cessazione della condotta discriminatoria (quindi obbligando all'ammissione) mostra come le leggi ci siano, ma a volte a mancare è la volontà di applicarle.

Mamma Carmen voleva iscrivere suo figlio al Liceo Musicale 'Carducci' di Pisa per l'anno scolastico 2014/2015. Nei piani educativi individualizzati che il ragazzo aveva già seguito negli anni passati, documenti redatti insieme alla neuropsichiatra infantile della Asl, la musica emergeva fra le altre materie come l'inclinazione migliore del minore. Fatta la domanda, il 5 aprile veniva predisposto presso la scuola un test di ammissione per valutare le capacità del ragazzo. La prova andò male e il giovane venne escluso.

"Stiamo parlando - spiega la dott. Maria Barone, difensore insieme all'avvAlessio Righini della madre del minore - del diritto/dovere del minore all'istruzione. In questo caso un'istituzione ha negato tale diritto con un accertato comportamento discriminatorio". La sentenza infatti specifica due aspetti. Il primo: il test non ha minimamente tenuto conto dei piani educativi precedenti o di permettere la preparazione della prova al ragazzo, mettendolo di fronte a qualcosa di nuovo che ha scatenato i tipici disturbi comportamentali propri dell'autismo. Il secondo: la legge 104/92 esonera da prove preselettive i candidati per concorsi pubblici con più dell'80% di disabilità. Tale aspetto è stato ritenuto perfettamente applicabile al caso di specie. E' la prima volta in Italia che un'iscrizione negata, portata davanti il giudice ordinario, viene sanzionata come comportamento discriminatorio. 

"Mi sento in dovere di essere qui - afferma la madre - perché non voglio che accadano più cose come questa. Questa situazione mi ha distrutto, un'istituzione si è messa a tavolino per eliminare mio figlio. Il test durava 3 minuti. Mi sono rivolta a tutte le istituzioni, ho provato a mediare, ma nulla è cambiato, fino a questa sentenza. E' una magra consolazione, ci sono tanti altri ragazzi discriminati. La scuola così perpetra e diffonde modelli errati che sono poi esempi di ignoranza che i giovani assimilano. E' stato un trauma".

Gianfranco Mannini del M5S: "Abbiamo raccolto questa vicenda allo sportello 'Sos M5S' del giovedì. C'è stato un comportamento pilatesco delle istituzioni locali e la situazione scolastica è grave sotto molti aspetti, vedi i 50 ricorsi vinti per gli insegnanti di sostegno. I tagli continuano e noi continueremo coi ricorsi". 

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