Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Agraria, aumentano gli iscritti: sboccia la passione per la viticoltura tra i giovani

Le ex facoltà di Agraria, ora dipartimenti, vanno in generale in controtendenza rispetto al calo delle iscrizioni nelle università italiane. A Pisa aumentano donne e stranieri. La viticoltura vista come strumento di affermazione sociale

Il 51% degli immatricolati è donna, con una forte presenza di studenti stranieri, europei, asiatici e sudamericani, e un incremento particolare di ragazzi che scelgono di iscriversi al corso di laurea in Viticoltura ed Enologia. È questo il ritratto delle matricole del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali (ex facoltà di Agraria) dell’Università di Pisa che negli ultimi anni ha registrato un progressivo aumento di iscritti alle lauree triennali, in particolare a partire dall’anno accademico 2010-2011 quando, rispetto all’anno precedente, si è ottenuto un +30%, confermato anche l’anno seguente con un +16%. E la crescita continua anche quest’anno: al 5 novembre gli immatricolati erano 260, contro i 246 del 2012.

"Dal 2009 ad oggi, nelle ex facoltà di Agraria, ora dipartimenti, del nostro Paese, si è registrato un vero e proprio boom di iscritti, con un aumento generale pari al 45% e che, nelle università del Nord Italia, ha raggiunto il +134% - commenta il professor Rossano Massai, direttore del dipartimento - un dato in controtendenza con il calo generale delle iscrizioni all’università, che negli ultimi cinque anni si sono ridotte di circa il 13% a livello nazionale, e che dà un segnale del forte cambiamento culturale in atto, con scelte di studio più orientate all’economia reale".

Una possibile spiegazione di tale aumento di iscritti è la crescita di opportunità nel settore agricolo, dovuta anche al fatto che negli ultimi anni si sono sviluppati nuovi mestieri, tant’è che circa il 70% delle imprese create da giovani opera in attività multifunzionali come l’agriturismo, le fattorie didattiche, la vendita diretta dei prodotti tipici, la trasformazione aziendale del latte in formaggio e delle olive in olio, la produzione di pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici.

Particolare è il forte incremento degli immatricolati (circa il 53% in 3 anni) al corso di laurea in Viticoltura ed Enologia: "In questo caso la forza trainante è data da un prodotto, il vino, fortemente caratterizzato dal territorio di produzione - commenta Massai - in questo settore i giovani riconoscono non solo uno sbocco lavorativo ma anche uno strumento di affermazione sociale e di riconquista di un patrimonio storico-culturale legato al territorio che altrimenti andrebbe perso per sempre".

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