Cronaca

Dichiarazioni Isee irregolari, Sinistra per: "Non tutti gli studenti sono 'furbetti'"

L'associazione studentesca interviene sugli accertamenti svolti dal Dsu per verificare la presenza di dati non conformi alla realtà economica e patrimoniale degli universitari. Chiesto nuovamente al Governo di cambiare il nuovo Isee

Dopo gli accertamenti del Dsu e la diffusione dei dati sulle dichiarazioni Isee irregolari da parte degli studenti dell'Università di Pisa (275 studenti hanno comunicato una condizione economica e patrimoniale non conforme a quella reale), interviene Sinistra per sottolineando la necessità di "tenere separati il fenomeno delle false o manchevoli dichiarazioni Isee da quanto sta emergendo in questi giorni riguardo gli effetti del nuovo decreto Isee".

"Per quanto riguarda il primo tema - affermano dall'associazione studentesca - siamo sempre stati favorevoli a tutti i controlli del Dsu Toscana per accertare che le dichiarazioni sostitutive, necessarie per il calcolo dell’Isee, siano veritiere e che quindi lo studente si trovi in una situazione nella quale realmente necessita della borsa di studio, ma ci teniamo a precisare che spesso le difformità che vengono rilevate sono dovute ad errori che vanno attribuiti ai CAF, sia per errori materiali nell’inserimento dei dati sia nell’erronea comunicazione al richiedente dei documenti necessari per un calcolo corretto del suddetto indicatore; riteniamo profondamente sbagliato etichettare tutti gli studenti, ai quali è stato notificato un difetto nell’Isee, come dei 'furbetti' il cui intento era ottenere un diritto che non gli spettava, visto anche che solo in una parte dei casi (136, ndr) si è arrivati alla revoca completa dei benefici".

"Inoltre - proseguono da Sinistra per, che da tempo porta avanti la lotta contro il nuovo calcolo dell'Isee - crediamo che vada assolutamente slegato il dato di espulsione dal diritto allo studio dalle difformità emerse nell’anno passato: il nuovo Isee infatti porta ad un aumento generale sia della parte reddituale che della parte patrimoniale, quest’ultima per effetto di una modifica nell’algoritmo di calcolo, che rivaluta, aumentandoli, tutti i possedimenti di un nucleo familiare. Non si tratta quindi di un effetto dovuto ad una diminuzione di studenti che dichiarano il falso". "Questo fatto - precisano - è confermato dalle prime analisi dei dati da parte del Dsu, dalle quali emergono che molti studenti, ai quali non è mutata de facto la condizione patrimoniale dall’anno scorso ad ora, sono comunque rimasti esclusi dai benefici del diritto allo studio".

Poi la stoccata finale con la richiesta al Governo di rivedere il nuovo decreto che "ad oggi va a negare la possibilità di accedere alla borsa di studio a tutta una serie di categorie di studenti che necessitano relamente di usufruire di tali benefici per iniziare o continuare il loro percorso accademico".

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