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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

Italia Nostra Pisa in tour in città fra le fonti d'acqua: "Tesoro urbanistico ed architettonico trascurato"

Seconda iniziativa dedicata alle antiche fontane organizzata dal distaccamento locale dell'associazione

Dopo la prima visita guidata 'Alla Scoperta delle Antiche Fontane di Pisa ... conosciute e sconosciute', organizzata dalla locale Sezione di Italia Nostra, si è svolto sabato scorso il bis, stavolta in nove tappe, con il tour guidato da Carlo Vallini, cultore di arte e storia pisane per ammirare i luoghi delle fonti che portavano l’acqua 'buona' in città nel periodo mediceo-lorenese, migliorando sensibilmente la salute dei cittadini pisani, in precedenza costretti a bere un’acqua di pozzo malsana e salmastra.

L’opera, nota come Acquedotto mediceo di Asciano, fu ideata dal Granduca Cosimo I dei Medici e realizzata dai figli Ferdinando I e Cosimo II, che la ultimò nel 1613, dopo 21 anni. Si tratta di un sistema idrico eccezionale per quei tempi, che funzionò dapprima come condotta privata, inizialmente riservata ai Cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano in piazza dei Cavalieri nota come 'Condotta della Religione', poi estesa ad altre proprietà e infine resa pubblica con l’Unità d’Italia, quando il Comune di Pisa divenne responsabile della gestione delle acque.

La seconda visita ha consentito di venire a contatto diretto e di apprezzare le ulteriori fonti esistenti, ed ancora attive, e quelle di cui esistono deboli resti, se non addirittura solo tracce documentarie. Sono stati passati in rassegna, a partire dalla fontana situata in Piazza delle Gondole, i luoghi dove erano stati collocati, attraverso una condotta interrata, i manufatti di approvvigionamento idrico della città Pisa, evolutisi nel corso dei secoli grazie all’intervento dei Lorena. Il gruppo si è portato in Piazza Mazzini, all’epoca denominata significativamente 'Piazza della Fontina', la cui fonte è oggi posta vicino all’antica chiesa di San Luca, a fianco del Palazzo di Giustizia. A seguire in Piazza Cairoli (prima denominata 'dei Cavoli'), dove la fontana seicentesca, ancora funzionante, collocata in un fabbricato attiguo alla chiesa di San Pierino, venne spostata nel basamento in marmo bianco, al centro della Piazza, dove oggi si innalza una colonna con la statua della Dovizia.

E’ stata la volta poi di Piazza delle Vettovaglie (già 'Piazza del Grano'), dove la fonte odierna, datata 1715, è ancora attiva. Non c’è più traccia invece della fonte collocata accanto alla statua di Ferdinando I dei Lorena, in origine sul Lungarno davanti al Palazzo Ducale, poi Regio, che venne spostata nel 1872 in seguito ai lavori di riordinamento delle sponde. Scomparsa anche la fonte attigua alla Chiesa della Spina, visibile solo in incisioni del XIX secolo, che venne smontata e i pezzi riposti nel deposito del Museo di San Matteo. Anche le seicentesche Logge dei Banchi, un mercato delle Arti della lana e della seta, erano servite da due fontane. E’ visibile oggi solo una piccola piletta (in stato di triste abbandono) su un fianco delle Logge. La visita si è conclusa in Piazza San Martino, dove non c’è più la primitiva fontana, ma una nuova ottocentesca di stile neoclassico, ancora in funzione.

L’iniziativa, svoltasi con la collaborazione organizzativa di Alice Righi e Francesco Pozzi, ha riscosso il gradimento da parte dei cittadini e quindi la Sezione di Italia Nostra sta valutando la possibilità di una seconda edizione, per soddisfare tutte le richieste. "Pisa ha nel sistema delle fonti un eccezionale tesoro urbanistico ed architettonico trascurato - scrive in una nota Italia Nostra Pisa - che deve saper conservare, restaurare e far conoscere, insieme all’Acquedotto di Asciano, attualmente in gravi condizioni strutturali".

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