Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

L'Osservatorio antiproibizionista CanapisaCrew interviene su Canapisa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Nell’interrogazione di Giovanni Garzella di “Pisa è …” si legge: «Sempre dalla stampa apprendiamo che l'anno scorso 5 persone sono state arrestate, diversi segnalati e 3 giovani finiti al pronto soccorso». Da un punto di vista prettamente statistico i numeri evidenziati sono del tutto irrilevanti, soprattutto in considerazione del fatto che quel giorno per le strade di Pisa arrivano da tutta Italia a manifestare oltre 5.000 persone. Ciò dimostra che gli interventi di Riduzione del danno promossi dalla manifestazione, nonché uno dei pilastri della politica europea in materia e ora inseriti anche nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) che le Regioni devono garantire al nostro ministero della Salute, funzionano e sono efficaci. Anche nel garantire la salute dell’intera popolazione, vi piaccia o no formata anche dai consumatori di sostanze, riducendo costi e rischi sanitari per la collettività. Politiche pragmatiche sicuramente molto più efficaci di semplici e inapplicabili divieti o della mera e indiscriminata repressione.

I dati sulle normali attività repressive e di controllo del territorio, effettuate in un normale sabato pisano, riportano statisticamente numeri ben maggiori. Lo stesso vale per 2 furti d’auto, le 4 persone denunciate perché sorprese alla guida sotto effetto di stupefacenti e i 6 giovani multati perché colti nell’atto di orinare. Dalla stampa si apprende, ad esempio, che lo scorso weekend 2 persone sono state sorprese alla guida sotto l’effetto di alcol, una sotto l’effetto di stupefacenti (in totale nel 2016 la Prefettura di Pisa ha sospeso in media 3,5 patenti al giorno), deferite per porto di oggetti atti ad offendere 2 persone, mentre un altro è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Su quest’ultimo punto, la mozione di “Pisa è …” evidenzia sempre a proposito di Canapisa: «Tra gli arrestati un milanese, scoperto a bucarsi sulla soglia di un bar del centro, che ha poi reagito con violenza contro le Forze dell’Ordine». Lascia davvero il tempo che trova attribuire alla manifestazione questo episodio, quando il problema dei consumatori problematici di eroina è quotidiano e mal gestito. Le continue lamentele dei cittadini pisani sul consumo per via iniettiva e le siringhe sporche di sangue abbandonate in strada andrebbero viceversa risolte col pragmatismo dell’apertura delle stanze del consumo, come hanno da decenni fatto altre amministrazioni che si sono trovate a far i conti con numeri elevati di assuntori.

Riguardo poi ai 6 giovani multati perché colti nell’atto di orinare, basta ancora una volta leggere i bollettini anche solo del citato Pisa Today, senza voler essere troppo intellettuali, per capire che questo è un problema che va ben al di là di Canapisa e che forse trae origine dalla scomparsa di un’adeguata rete di orinatoi e bagni pubblici nella nostra città, servizi viceversa ancora una volta garantiti altrove. Soltanto in un altro fine settimana di maggio 2016, mese in cui si è per l’appunto tenuta l’edizione 2016 di Canapisa, quello del 5, erano stati multati per aver orinato in centro 12 persone. Il mese successivo, il 12 giugno, ben 13 persone. “E così via…”, riprendendo proprio le parole della citata mozione. Gli organizzatori, dal canto loro, ogni anno affittano un numero sempre maggiore di bagni chimici. Difficile poi collegare a questa scomoda manifestazione anche l’arresto di 2 persone che avevano tentato un furto ai danni di un’auto. Ci manca solo che se quel giorno una signora scivola su una buccia di banana, venga anche questo attribuito a Canapisa. Riguardo al divieto per i locali di vendere alcolici e superalcolici da asporto, questo è imposto dalla Questura con apposita ordinanza. Una decisione a nostro parere assurda e sbagliata, il cui unico scopo sembra peraltro essere soltanto quello di esasperare gli animi di commercianti e clienti abituali.

Infine, riguardo all’altrettanto carnevalesca mozione del Pd, che non sa nemmeno chi organizza nella propria città da ben 16 anni questa manifestazione, e nella quale chiede addirittura al governo nuovi poteri «per gestire e governare questo tipo di iniziative», con Canapisa ribattezzata addirittura «un insolitamente clandestino “rave party”», senza avere ancora una volta la minima contezza di quanto si afferma, denuncia «comportamenti di inciviltà», quali «danni all’arredo urbano, scritte sui muri e deposizione di rifiuti ed escrementi lungo le strade della nostra città». Cui si aggiunge infine la richiesta di fare «pressioni sugli organizzatori affinché l’evento possa svolgersi a rotazione anche in altre città». Anche qui l’assenza di informazione dei “democratici” è sconcertante: ogni anno analoghe manifestazioni si svolgono in diverse città italiane, promosse dalla Rete nazionale antiproibizionista, e non solo qui nel nostro Paese, visto che giusto per citarne un’altra, c’è la Million Marijuana March (MMM) che ha coinvolto a partire dal 1999 in tutto il mondo ben 829 città in 72 nazioni, compresa la nostra Capitale. Alle affermazioni del Pd si può solo rispondere con la relazione su Canapisa portata in Parlamento nel novembre 2015 da Filippo Bubbico, che pur facendo parte proprio del Pd è viceministro dell’Interno in questi ultimi 3 governi guidati dai “democratici”, ruolo che gli appartenenti allo Stato devono sicuramente tenere in debita considerazione, e non consigliere comunale, i quali peraltro ribadiamo o non sanno nemmeno cosa accade davvero nella propria città o peggio ancora fanno pura e spicciola demagogia basata sull’ideologia e il populismo.

Il vice titolare del Viminale Bubbico ha certificato che: «Il transito si è svolto certamente con qualche disagio alla circolazione, ma senza alcun danneggiamento agli arredi urbani, né commissione di reati (…) si evidenzia che gli organizzatori hanno previsto un servizio di pulizia che ha seguito il corteo, provvedendo a liberare il percorso da ogni genere di rifiuto e a ripulire l’area utilizzata per il raduno». Bubbico infine ricorda che sulla base della Costituzione «le autorità di pubblica sicurezza garantiscono concretamente l’esercizio del diritto di riunione ad ogni gruppo che voglia organizzare iniziative volte a sostenere le proprie opinioni». Che in questo caso non è affatto, come vergognosamente sostiene il Pd, «inneggiare al consumo e alla produzione di sostanze stupefacenti» ma denunciare gli evidenti e ormai innegabili danni prodotti dal proibizionismo.
 

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