Cronaca

La collettiva di fotografia "Cromatica - Fedora e le realtà del colore': proroga fino al primo settembre

A fronte del grande successo di pubblico, anziché chiudere domenica 25 agosto l'evento andrà eccezionalmente avanti fino a domenica primo settembre

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

L'Incubatore Culturale Civico29 Lab, neonata associazione no profit fondata a Pisa da 4 giovani co-founder nell'ultimo scorcio di questa primavera, presenta CROMATICA - Fedora e le realtà del colore, mostra collettiva di fotografia patrocinata dal Comune di Pisa che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 1 settembre all'interno dello spazio espositivo Sopra le Logge situato in via degli Uffizi, arteria urbana nel cuore del centro storico di Pisa affacciata su piazza XX Settembre e Ponte di Mezzo.

L'appuntamento, che originariamente era stato concepito per far parte della prima edizione della kermesse di eventi Toscana Arcobaleno d'Estate e dunque programmato per coprire unicamente le 3 serate (23-24-25 agosto) della rassegna, a fronte della grande affluenza di pubblico è stato prorogato, in via eccezionale, di un'ulteriore settimana.

La collettiva propone circa cinquanta scatti a colori, distribuiti nell'arco dei 3 piani su cui è strutturata la cornice architettonica scelta come location e firmati da 5 giovani autori, che rispondono ai nomi di Michela Biagini, Dania Gennai, Valentina Masciari, Gianluca Sgarriglia e Gennaro Schiano.

La mostra, a ingresso libero e aperta al pubblico tutti i giorni in fascia serale dalle 20 alle 24, segna il capitolo secondo dell'attività di Civico29 Lab, Incubatore Culturale creato da Enzo Lamassa, Manuela Bianchi, Rossana Buccella e Federico Canova. CROMATICA - Fedora e le realtà del colore, rappresenta inoltre anche il secondo step del ciclo MementoArti (mementoarti.it), percorso creativo composito che si porterà avanti, nei mesi che verranno, con un alternarsi di appuntamenti d'arte firmati da autori contemporanei, scelti e proposti tenendo volutamente un particolare occhio di riguardo alla nuova generazione di talenti nostrani. L'evento che aveva segnato l'esordio di MementoArti è stato, lo ricordiamo, 'Volevo fare un fumetto', personale di illustrazione e video creata dal giovane esordiente Giampiero Bazzu che si è tenuta nello spazio espositivo Sopra Le Logge dal 22 giugno al 14 luglio 2013.

L'imput che lega i diversi scatti di CROMATICA è il colore, catturato e fotografato in contesti per lo più urbani e locali. Il concept a cui s'ispira l'allestimento, invece, è tratto dal romanzo 'Le città invisibili' (1972) di Italo Calvino: per ricreare l'atmosfera surreale di Fedora, ci è avvalsi di sfere bianche sospese e distribuite lungo tutto lo spazio espositivo, allo scopo di immergere il visitatore in un'atmosfera di sogno, che richiami la sospensione della città ideale.

Seguono, in allegato, le biografie in breve dei 5 autori, la presentazione del concept della curatela della mostra e l'immagine scelta per il manifesto di CROMATICA.

Per ulteriori info: Manuela Bianchi cell. 3470054796 
FB: Civico Lab Twitter: @Civico29Lab Hashtag evento: #CromaticaPisa2013

CONCEPT DELLA MOSTRA:

'Al centro di Fedora, metropoli di pietra grigia, sta un palazzo di metallo con una sfera di vetro in ogni stanza. Guardando dentro ogni sfera si vede una città azzurra che è il modello d'un'altra Fedora. Sono le forme che la città avrebbe potuto prendere se non fosse, per una ragione o per l'altra, diventata come oggi la vediamo. In ogni epoca qualcuno, guardando Fedora qual'era, aveva immaginato il modo di farne la città ideale, ma mentre costruiva il suo modello in miniatura già Fedora non era più la stessa di prima, e quello che fino a ieri era stato un suo possibile futuro ormai era solo un giocattolo in una sfera di vetro. Fedora ha adesso nel palazzo delle sfere il suo museo: ogni abitante lo visita, sceglie la città che corrisponde ai suoi desideri, la contempla immaginando di specchiarsi nella peschiera delle meduse che doveva raccogliere le acque del canale (se non fosse stato prosciugato), di percorrere dall'alto del baldacchino il viale riservato agli elefanti (ora banditi dalla città), di scivolare lungo la spirale del minareto di chiocciola (che non trovò la base su cui sorgere). Nella mappa del tuo impero, o grande Kan, devono trovar posto sia la grande Fedora di pietra sia le piccole Fedore nelle sfere di vetro. Non perché tutte ugualmente reali, ma perché tutte solo presunte. L'una racchiude ciò che è accettato come necessario mentre non lo è ancora; le altre ciò che è immaginato come possibile e un minuto dopo non lo è più'.

Da questo brano, tratto da Le città invisibili di Italo Calvino, che descrive una come mille possibili città reali o immaginarie, traiamo le suggestioni per la curatela della mostra di fotografia dal titolo Fedora e la realtà del colore, che sarà allestita presso lo spazio espositivo Sopra le Logge. L'esposizione, secondo evento del ciclo MementoArti promosso e organizzato dall'associazione no-profit Civico29Lab - Incubatore Culturale, si terrà durante le tre serate della festa toscana Arcobaleno d'Estate, dal 23 al 25 Agosto 2013.
Lo spazio Sopra le Logge, scala di accesso all'archivio di Logge dei Banchi e spazio espositivo d'acciaio e vetro, viene evocato dal brano anche per la centralità della sua collocazione urbana.
Una serie di bolle bianche, sospese tra le rampe, richiamano l'immagine delle sfere di vetro del museo di Fedora mentre le opere esposte sono giocate su forti cromatismi, in tema con l'idea dell'Arcobaleno che unisce, nei suoi colori, le diversità e la ricchezza culturale della Toscana e delle sue genti. Le immagini che compongono il percorso, come fuggite dalle bolle/sfere che le custodivano, tornano in queste sere d'estate, a rendere reale l'una come le mille idee di città che vivono convivono e si alimentano in quella attuale. Con il carico di umanità, di cui sono testimoni, questi frammenti vogliono partecipare alla festa, catturandoci come i colori di un moderno caleidoscopio.

BREVI NOTE BIOGRAFICHE DEGLI AUTORI:

MICHELA BIAGINI

Trent'anni, una laurea in matematica e un profondo, viscerale desiderio di vedere il mondo. Nell'estate del 2002 la vecchissima reflex Nikon dei genitori viene riesumata da una cassapanca impolverata, gli anni passano e la passione per la fotografia aumenta sempre più. Trae ispirazione da ogni cosa la circondi... l'utilizzo della luce nei quadri di Caravaggio, il geniale surrealismo di Dalì dai colori vibranti, ma anche semplicemente da una canzone dei Beatles.

DANIA GENNAI

Pisana, di studi umanistici, vive e lavora a Pisa come fotografa professionista. La sua ricerca indaga il rapporto dialettico tra realtà e astrazione che, attraverso la mediazione dello strumento, consente di trasporre, in immagini estetiche, l'inscindibile rapporto tra il dato oggettivo e la sensibilità del suo interprete. Orienta la propria fotografia verso temi inerenti la Memoria.

VALENTINA MASCIARI

Nata a Catanzaro, vive e studia a Pisa. Inizia a scattare con una piccola compatta digitale, per poi scoprire il fascino della pellicola. L'idea è quella di catturare la luce e darle forma, di riuscire ad afferrare uno stato d'animo, a volte il suo, a volte quello che sembra di leggere nei volti delle altre persone, guardando il mondo apparire in tante istantanee piene di significato. Negli ultimi anni ha iniziato a dedicarsi alla scultura partecipando a due collettive.

GENNARO SCHIANO

Studente di Archeologia, ha ritrovato nei viaggi e nell'osservazione la scintilla per la ricerca fotografica affinata grazie alla partecipazione al gruppo Imago ed ai consigli del maestro Rudy Pessina. Predilige lunghe esposizioni, soggetti concettuali, e paesaggi trasognati ai limiti del reale. Si ispira ai lavori di Jodice e De Chirico. Questa è la sua terza esposizione pisana.

GIANLUCA SGARRIGLIA

Venticinque anni, consulente commerciale, attraverso il suo lavoro ha la possibilità di conoscere tantissimi tipi di persone ognuna di esse con varie sfumature che coglie nei suoi lavori. Ama la fotografia di paesaggio, naturalistica e la macrofotografia. Di questa arte lo attrae il poter cogliere dettagli e sfumature, situazioni comuni che all'occhio umano (sempre più distratto) possono sfuggire. Questa sua passione, iniziata tardi, lo sta coinvolgendo sempre più.

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