Cronaca

La RSU del Comune di Pisa sui servizi educativi comunali

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Da Settembre a Dicembre 2013, le strutture educative hanno funzionato in condizioni di grande precarietà e sotto organico, per le scelte organizzative fatte in modo unilaterale dalla Giunta Comunale. Ci saremmo  aspettati dal nuovo bilancio 2014  scelte a sostegno della gestione diretta di nidi e scuole comunali, ma ciò non è avvenuto Dal bilancio quindi viene  fuori la triste e cruda verità. E la Giunta Filippeschi decide di:

- Riconvertire,cioè chiudere uno degli storici nidi comunali                                                    
- Acquisire altri posti nido in strutture convenzionate
- Delegare al privato un'importantissima sperimentazione educativa: il servizio "zerosei"

I numeri non ingannano: in 6 anni i nidi sono passati da 10 a 8, le educatrici da 85 a 63!!!!

Una scelta in linea con le loro politiche, ma mai comunicata ai tavoli di trattativa
L'amministrazione, attraverso l'assessore Chiofalo, ha  simulato un percorso di partecipazione  con gli utenti dei servizi senza alcuna reale possibilità di incidere da parte dei soggetti interessati ( famiglie  e lavoratrici)

MA  COSA SIGNIFICA ESTERNALIZZARE I SERVIZI EDUCATIVI (e ridurre la dotazione organica )?
 

- Significa per il Comune, disimpegnarsi dalle responsabilità etiche, educative e culturali connesse alla gestione diretta dell’educazione

- Significa CHIUDERE una struttura, RIDURRE ulteriormente il numero dei nidi comunali

 - Significa che un gruppo di bambini e famiglie, al secondo o terzo anno di frequenza, si ritroverà con TUTTO il personale nuovo                                                                                                                         
- Significa scaricare l'eventuale risparmio economico (tutto da dimostrare) sui salari delle  lavoratrici dei servizi esternalizzati: infatti  il personale che opera nelle strutture in convenzione ha stipendi da fame, contratti sfavorevoli e condizioni di lavoro precario(per lo più le lavoratrici non ricevono stipendio nei mesi di chiusura dei nidi), oltre a lavorare con meno educatrici e più bambini .

-  Significa che 6 educatrici precarie del Comune di Pisa, e 2 o più ausiliarie Elior, che da anni prestano servizio nei nostri nidi, non avranno più un lavoro!

L'amministrazione non solo ribalta la realtà delle cose cercando goffamente di nascondere l'esternalizzazione di un nido dietro la promessa di  migliorare l'offerta educativa, ma prende al volo una leggera flessione della domanda complessiva dei servizi per chiudere una struttura e non fa invece un'analisi più complessa che evidenzi e interpreti i veri motivi  che hanno scoraggiato alcune famiglie ad accettare un posto al nido: la riduzione dei posti bambino e posti letto, il ritardo nei tempi di gestione delle graduatorie.....  l'offerta di un posto nido dall'altro capo della città rispetto a quello richiesto. Le famiglie che non accettano sono depennate dalla graduatoria e considerate rinunciatarie....

Ecco come l'Amministrazione azzera le liste di attesa e  chiude un'altra struttura educativa comunale disperdendone la storia e il patrimonio di esperienze!!!

La Giunta Filippeschi non avrà il nostro assenso a operazioni di  privatizzazione e sfruttamento della forza lavoro – GIU’ LE MANI DAI SERVIZI EDUCATIVI!-
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La RSU del Comune di Pisa sui servizi educativi comunali

PisaToday è in caricamento