Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Centro Storico / Lungarno Ranieri Simonelli

Ladri in Arno per sfuggire ai Carabinieri: rischiano il linciaggio della folla

Nel corso di una conferenza stampa è stata ripercorsa l'operazione che ha portato alla cattura di tre nomadi che avevano appena compiuto furti su auto e camper di turisti. Il vicesindaco Ghezzi: "Un brutto biglietto da visita"

Un episodio rocambolesco quello di ieri pomeriggio sui lungarni che ha permesso di infliggere un duro colpo ai cosiddetti topi d'auto. La vicenda è stata ripercorsa questa mattina nel corso di una conferenza stampa al Comando Provinciale dei Carabinieri.

Dopo settimane di denunce di furto su camper ed autovetture principalmente appartenenti a turisti stranieri, e dopo numerosi servizi mirati per cercare di catturare gli autori di questi reati, nel pomeriggio di ieri una pattuglia dei Carabinieri ha notato un’autovettura sospetta, una Opel Vectra di colore grigio, con a bordo tre persone le quali, alla vista dell’equipaggio, hanno aperto le portiere dal lato opposto a dove si era fermata l’autoradio e si sono date alla fuga in direzione Ponte Solferino.

Prontamente uno dei militari si è messo all’inseguimento dei tre fuggitivi i quali, trovandosi davanti un’altra pattuglia dei Carabinieri, si sono divisi: uno dei tre è entrato nel vicolo Balduinetti, mentre gli altri due hanno scavalcato la spalletta del fiume Arno e si sono gettati prima sull’argine e poi dentro il fiume, tentando a nuoto di andare verso  Lungarno Simonelli. Ad un tratto però i due che nuotavano, a metà dell’Arno, hanno iniziato ad annaspare e quindi sono tornati indietro raggiungendo la sponda da dove si erano buttati, dove nel frattempo un appuntato era salito a bordo di un gommone dei Vigili del Fuoco.

Mentre in un primo momento si erano perse le tracce dell’uomo rimasto sulla terraferma, un brigadiere del Nucleo Radiomobile, libero dal servizio, ha notato una persona correre in via Niosi e, insieme ad una pattuglia avvisata nel frattempo, ha raggiunto l'uomo che è stato ammanettato.

Contemporaneamente, i due lanciatisi nel fiume sono saliti a bordo del battello turistico. A quel punto un Carabiniere ha intimato al personale del battello di portarsi allo scalo dei Canottieri per consentire la cattura dei due uomini. Ad un certo punto però il battello ha invertito la rotta e si è diretto nuovamente verso Ponte di Mezzo, accostando sulla sponda sinistra del fiume. I due così sono scesi e rientrati in acqua, sempre controllati a vista, cercando di poter risalire sulla vegetazione e poi sulle spallette.PERSONE IN ACQUA-4

Alla fine i due sono stati ripescati grazie all'uso del gommone dei Vigili del Fuoco.

LINCIAGGIO. La folla, che nel frattempo si era riversata sui lungarni e che aveva assistito a tutta la scena, ha iniziato ad inveire contro i due nomadi, con urli e insulti, vicino ai finestrini dell'auto dei Carabinieri che stava accompagnando i due in caserma.  

BOTTINO. Nella perquisizione dell’auto con cui i tre fermati erano giunti in zona sono state trovate nel portabagagli varie valigie che erano state rubate poco prima su tre auto e un camper, veicoli ai quali i ladri avevano sfondato il vetro. I turisti, giunti in caserma, hanno riconosciuto tutta la merce che è stata restituita.

La perquisizione veicolare ha permesso inoltre di rinvenire, occultati in un vano sotto lo stereo, alcuni oggetti atti all’effrazione, mentre altri arnesi da scasso sono stati trovati occultati nel vano porta kit di pronto soccorso, all’interno del portabagagli dell’autovettura.

I tre arrestati, tutti nomadi del campo di Coltano, sono risultati senza un lavoro regolare e formalmente nullatenenti. L’Autorità Giudiziaria ha disposto la traduzione dei tre al carcere 'Don Bosco', in attesa della convalida.

GHEZZI. "L’amministrazione comunale è oggi al fianco dei Carabinieri del Comando di Pisa per dare un messaggio forte di fiducia ai cittadini e a coloro che vengono in visita nella nostra città". Così il vicesindaco del Comune di Pisa, Paolo Ghezzi, è intervenuto stamani nel corso della conferenza stampa convocata presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Pisa, in relazione all’arresto di tre nomadi. "Quando le vittime di reati sono turisti è sempre un brutto biglietto da visita  - ha continuato Ghezzi - ma la pervicacia delle Forze dell'Ordine ha permesso di dare un riscontro tempestivo non solo a chi viene a visitare la città ma anche ai cittadini pisani che hanno bisogno di risposte concrete al loro senso di insicurezza".

REVOCA DELL'ASSEGNAZIONE DELLE CASE MINIME DI COLTANO. Dei tre nomadi arrestati, uno è residente nelle case minime di Coltano e gli altri due sono aggregati ad un altro nucleo familiare. Per tutti scatterà subito l'istruttoria prevista dalla Società della Salute in questi casi: verrà presa una decisione che può arrivare fino alla revoca dell'assegnazione dell'alloggio come è già avvenuto in altri casi.
"Gli alloggi di Coltano sono assegnati secondo un preciso patto con la cittadinanza che prevede il rispetto delle regole di convivenza e dei diritti di tutti - spiega Sandra Capuzzi, presidente della Società della Salute - senza regole non ci può essere integrazione".
"Nel momento dell’assegnazione delle case i titolari della concessione si sono impegnati sia ad assumere una serie di comportamenti per favorire l’integrazione, sia a non commettere reati -  aggiunge Giuseppe Cecchi, direttore della Società della Salute -  in caso contrario le condizioni contenute nella concessione prevedono che l’assegnazione decada. Quindi ci adopereremo per il rispetto di quanto contenuto nella concessione".

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