Cronaca San Giusto / Via dell'Aeroporto

Aeroporto, 'salvi' i lavoratori del servizio di assistenza disabili: "Cooperative responsabili, Sat indifferente"

A dare la notizia la Funzione Pubblica della Cgil che si era schierata al fianco dei lavoratori che rischiavano tagli nell'orario di lavoro. Il pericolo è scongiurato, ma il sindacato giudica negativamente l'operato della società di gestione del 'Galilei'

Si è conclusa positivamente la vertenza per il personale che presso l'aeroporto 'Galilei' di Pisa effettua il servizio di assistenza ai passeggeri disabili ed a ridotta mobilità (PRM).

Infatti la trattativa sindacale che è proseguita tra la FP CGIL di Pisa ed il nuovo gestore, anche dopo la proclamazione dello sciopero, è riuscita a scongiurare la drastica riduzione dell'orario di lavoro prospettata nei giorni scorsi  a tutti i lavoratori occupati sul servizio di PRM, con la reale possibilità del peggioramento della qualità e dell'efficienza del servizio per i passeggeri disabili. Lo rende noto la Cgil.

"Giovedì - racconta Sonia Antoni della FP-Cgil - tutti i lavoratori hanno potuto firmare il nuovo contratto di lavoro full time a 38 ore settimanali e a tempo indeterminato. Sulle scelte irresponsabili della SAT, che nei fatti ha bandito una gara al massimo ribasso, scaricando i tagli sui costi sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici, ha prevalso invece il senso di responsabilità ed il dovere morale del raggruppamento di cooperative aggiudicatario del servizio, la cui capofila è la Idealcoop, insieme ad Arnera e al Simbolo".

"Di fronte a una vicenda che ha fortunatamente avuto un lieto fine - prosegue Antoni - resta la rabbia e l'amarezza rispetto alla spregiudicatezza con cui tante aziende pubbliche e private effettuano gare di appalto senza la dovuta attenzione al rispetto delle clausole sociali. Alla SAT vogliamo ricordare che gli utili realizzati ed il prestigio acquisito sono anche merito di tutti quei lavoratori che nelle aziende esternalizzate, spesso con pochi diritti e poco salario, lavorano duramente nell'interesse di una committenza, che quando si trova al rinnovo degli appalti, anziché avere riconoscenza, sceglie di condizionare negativamente la loro vita, con tagli sugli orari di lavoro e con il peggioramento delle condizioni di lavoro".

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