Cronaca Piazza XX Settembre

Assegnazione dei lavori pubblici: il 70% senza alcuna evidenza pubblica

E' quanto emerge dalla relazione sui 'Controlli di regolarità amministrativa del 2015', redatta dal segretario generale Marzia Venturi. I dati si riferiscono al quadriennio 2011-2014: su 653 pratiche 454 sono state affidate in modo diretto

Il 70% dei lavori pubblici assegnati tra il 2011 e il 2014 sono stati aggiudicati con l'affidamento diretto: 454 su 653. E se a questi si sommano gli affidamenti in somma urgenza e le varianti in corso d’opera la percentuale arriva addirittura al 77%. E' quanto emerge dalla relazione prodotta nei giorni scorsi dal segretario generale del Comune di Pisa, Marzia Venturi, sui 'Controlli di regolarità amministrativa 2015'. In una sezione del documento, in particolare, il segretario generale prende infatti in considerazione l'affidamento di lavori pubblici nel quadriennio che va dal 2011 al 2014 e sottolinea un "non soddisfacente grado di trasparenza nelle procedure di affidamento in quanto la maggior parte delle procedure non ha un adeguato livello di pubblicità nei confronti dei potenziali offerenti".

"La relazione della Venturi - afferma Ciccio Auletta, capogruppo in Consiglio Comunale di Ucic-Prc - fa emergere una realtà sconcertante e cioè il continuo ricorso, da parte dell'Amministrazione, a pratiche poco trasparenti, che pesano sulle tasche dei cittadini e che sono discriminatorie perchè gran parte dei lavori pubblici presi in considerazione sono stati affidati sempre alle solite ditte". Nel periodo che va dal 2011 al 2014 sono infatti stati affidati lavori ad un totale di 210 aziende per un importo comlessivo pari a 48,9 milioni di euro. Il 71% degli affidamenti si è però concentrato su 50 ditte, che hanno ottenuto, da sole, circa il 58% dell’importo totale stanziato dal Comune, cioè 28 milioni. Una prassi amministrativa che lo stesso segretario generale definisce "affezione" e che implica, come si legge nel documento, un "grado di rotazione dei soggetti economici non soddisfacente".

"Questo - prosegue Auletta - porta a pesanti distorsioni. C'è ad esempio il caso di una ditta che, pur non avendo partecipato a nessuna procedura aperta, si è aggiudicata nei quattro anni 45 appalti (il 10% degli affidamenti totali fatti dal Comune) per un importo complessivo pari a 1,2 milioni di euro. Questo non è purtroppo un fatto isolato: nel rapporto si legge infatti di altre imprese che hanno avuto, nello stesso arco di tempo, 30 affidamenti diretti (per un importo pari a 458mila euro) e 20 affidamenti diretti (per 502mila euro)".

L'81% degli affidamenti diretti sono inoltre stati fatti a favore di ditte con sede in Provincia di Pisa. Una tendenza che si inverte, invece, nel caso delle procedure aperte, dove la percentuale di imprese pisane è solo del 33%. Un fenomeno che, sommato a quello precedente, comporta secondo il segretario generale "il rischio di un restringimento del mercato a un numero di soggetti limitato, che possono porsi in un rapporto preferenziale con l’amministrazione".

"Tutto ciò - prosegue ancora Auletta - accade perché l’Amministrazione non è in grado o non vuole pianificare una programmazione sistematica degli interventi. Una modalità d'agire che determina incrementi di spesa anche notevoli, con un conseguente spreco di denaro pubblico, e che rende difficile, se non impossibile, qualsiasi forma di controllo sulla miriade di atti e provvedimenti che vengono prodotti 'ad hoc'. Un sistema in cui regna la discrezionalità, vista l’assenza di qualsiasi standard e procedura con cui si definiscono e si limitano con chiarezza i casi in cui è possibile ricorrere alla procedura negoziata o all’affidamento diretto. Tutte queste criticità - conclude Auletta - erano per altro già state sottolineate a suo a suo tempo nelle relazioni sulla regolarità amministrativa del 2013 e del 2014 che mettevano in evidenza come tipo di comportamento fosse una pratica diffusa e abituale".

> LA REPLICA DEL COMUNE <

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