Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Leggere Dante a Pisa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Pisa ha svolto un ruolo cruciale nella vita di Dante e nella storia degli studi dedicati al suo poema. Per molti, anche pisani, il rapporto tra Dante e Pisa si esaurisce nell’episodio del Conte Ugolino, ma un legame più importante è dato dal fatto che, attorno al 1312-1313, Dante ha probabilmente soggiornato a Pisa, alla corte dell’imperatore Enrico VII, e vi ha steso un’opera fondamentale dal punto di vista politico, dottrinario e culturale come la Monarchia. Inoltre, dalla morte del poeta e pensatore (1321) alla prima metà del Quattrocento, Pisa è stata, insieme con Bologna e poche altre città, un centro importantissimo per il culto e lo studio di Dante. Questo studio fu incoraggiato e promosso dai governanti di Pisa che intendevano risollevarne il ruolo culturale in Italia, come in particolare Fazio della Gherardesca e Pietro Gambacorti, ed ebbe i più significativi esponenti in Guido da Pisa, nell’ anonimo estensore delle Chiose del ms. Hamilton 203, scritto a Pisa nel 1347 (in Carraia San Gilio, attuale Corso Italia), e in Francesco da Buti, autore del primo commento integrale (verso per verso e parola per parola) e onnicomprensivo della Commedia in volgare (volgare pisano, s’intende).

Oggi Pisa è all’avanguardia degli studi danteschi, come indicano i recenti libri di Marco Santagata (L’io e il mondo. Un’interpretazione di Dante, Bologna, il Mulino 2012; Dante. Il romanzo della sua vita, Milano, Mondadori, 2013), le nuove edizioni commentate delle opere di Dante (Rime, De vulgari eloquentia, Convivio, Ecloge ecc.) nei prestigiosi “Meridiani” Mondadori curate da studiose e studiosi pisani e i significativi contributi di Lucia Battaglia sui codici danteschi  miniati, di Fabrizio Franceschini sugli antichi commentatori pisani (Censimento dei commenti danteschi, I. I commenti di tradizione manoscritta fino al 1480, Roma, Salerno, 2011) e di Alberto Casadei (Dante oltre la Commedia, Bologna, il Mulino, 2013).

Gli studiosi dell’Università di Pisa e della “scuola pisana” che hanno animato queste iniziative presentano ora, col sostegno del Comune di Pisa e della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, le Settimane di alti studi danteschi Leggere Dante a Pisa, un progetto di alta formazione rivolto a giovani studiosi e ricercatori, italiani e stranieri, e a persone di paesi europei ed extraeuropei che, pur non specialisti ma amanti della lingua e della cultura italiana, intendano approfondire la conoscenza delle opere di Dante. La prima edizione di queste Settimane avrà luogo l’8-13  luglio 2013; le lezioni si svolgeranno nei più prestigiosi ambienti cittadini, concludendosi a S. Miniato. Per iscriversi è previsto un contributo di 500 euro e le iscrizioni sono aperte sino al 15 maggio 2013.

Inoltre, a settecento anni (1313-2013) dalla morte dell’imperatore Enrico VII, magnificamente sepolto nel Duomo di Pisa, e dalla stesura della Monarchia di Dante, i Dipartimenti di Filologia, letteratura e linguistica e di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa e la Società Storica Pisana, con il sostegno di Comune di Pisa, Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e Carige Assicurazioni, e con la preziosa collaborazione dell’Opera della Primaziale di Pisa e della Soprintendenza ai Beni architettonici di Pisa e Livorno, organizzano un grande convegno internazionale dal titolo Enrico VII, Dante e Pisa, che si terrà a Pisa e a San Miniato il 24-26 ottobre 2013. Nel convegno i massimi esperti sul piano italiano e internazionale si misureranno con questo tema in tutti i suoi aspetti storici, istituzionali, dottrinari, letterari ed artistici (dato anche il valore del grande monumento funebre di Tino di Camaino per Enrico VII).

Le Settimane di alti studi danteschi Leggere Dante a Pisa e il grande convegno internazionale Enrico VII, Dante e Pisa. A settecento anni dalla morte dell’imperatore e dalla Monarchia (1313-2013) vogliono essere i primi passi di un grande progetto della nostra Università, sorretto dalle istituzioni cittadine e territoriali, per rendere evidente, non solo agli studiosi ma ad una più vasta opinione pubblica, il ruolo di Pisa come città dantesca, ed arricchire così, su basi rigorosamente storiche, letterarie e filologiche, le attrattive della città e del territorio.

Questo aspetto cittadino e territoriale sarà ancor più esaltato da una terza iniziativa del titolo Percorsi danteschi nel territorio pisano, che si articolerà nelle sezioni Luoghi danteschi a Pisa, Percorso di Dante e Nino Visconti, Percorso di Arrigo VII a Pisa, Percorso di Federigo II e Pier delle Vigne, Percorso degli antichi commentatori. Questi percorsi, già predisposti in forma virtuale in un sito Internet realizzato col concorso del Comune di Pisa, sono destinati a svolgersi materialmente in forma di visite guidate ed animazioni culturali e teatrali.

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