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Giovedì presidio di solidarietà di sindacati, insegnanti, studenti e cittadini di fronte all'Ufficio Scolastico Provinciale di via Pascoli: "Ciò che è successo è il segno di una possibile deriva autoritaria"

Foto dalla pagina Facebook di Una Città in Comune

Alcune decine di persone, tra insegnanti, studenti, sindacati e semplici cittadini, hanno partecipato ieri, giovedì 23 maggio, presso l'Ufficio Scolastico Provinciale di via Pascoli, al presidio di solidarietà nei confronti di Rosa Maria Dell'Aria, l'insegnante sospesa per 15 giorni - senza stipendio - da una scuola di Palermo perché non avrebbe vigiliato sul lavoro di alcuni studenti, che hanno associato il governo di Salvini alle leggi razziali (leggi la storia su PalermoToday). Un appuntamento che era stato lanciato dalle sigle pisane dei sindacati scolastici. Presenti, tra gli altri, anche esponenti del mondo politico, con rappresentanti di Diritti in Comune e PD e l'insegnante ed ex assessore Dario Danti.

"Quello che è successo - hanno ribadito i sindacati - ci riguarda tutte e tutti, come cittadini prima ancora che come docenti, perché mette in discussione la libertà di opinione e la libertà di insegnamento, pilastri del dettato costituzionale. Chiediamo la sospensione immediata del provvedimento a rivendichiamo la libertà di pensiero, di parola e d'insegnamento. Se la scuola non è più  in grado di costruire cittadine e cittadini liberi e pensanti può essere il segno anche di una possibile deriva autoritaria".

A sostenere l'insegnante siciliana anche gli allievi della Scuola Sant'Anna che in un post su Facebook hanno espresso solidarietà nei confronti di Rosa Maria Dell'Aria. "Crediamo fortemente - scrivono gli studenti - che le scuole e le università siano liberi spazi di dialogo e di confronto, da tutelare nella loro dimensione di sviluppo delle capacità di pensiero critico ed indipendente degli studenti. Di conseguenza, riteniamo grave che una genuina espressione di tali capacità abbia ricevuto una risposta istituzionale di carattere repressivo, suscettibile di alimentare un clima di intimidazione potenzialmente lesivo del pieno esercizio di libertà fondamentali quali quella di espressione e di insegnamento. Una vicenda del genere non può passare inosservata e merita la nostra ferma disapprovazione. Ci uniamo pertanto alle richieste di revoca della sanzione irrogata alla docente e di chiarimento rivolte alle autorità competenti, affinché venga fatta piena luce sull’accaduto".

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