Cronaca

Lettera aperta al Sindaco di Pisa su ordinanze antidegrado

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Egregio Signor Sindaco,
le scriviamo a nome del gruppo universitario Ingegneria Meccanica Neomoderna. Si tratta di una lista di rappresentanza nata meno di un anno fa dall’ispirazione del libro La Condizione Neomoderna del professor Roberto Mordacci. Come gruppo di rappresentanza studentesca, ci siamo sentiti in dovere di scriverle in merito alle Vostre recenti ordinanze “anti-degrado” e “anti-bici”. Iniziando dalla prima, siamo pienamente d’accordo che sia un vero simbolo di degrado la gente che dorme sulle pachine o sui marciapiedi in condizioni riprovevoli. Ed infatti non è questo il motivo per cui Vi scriviamo, auspicando che sia già premura dell’amministrazione l’accoglienza di queste persone per mezzo di adeguati dormitori pubblici e progetti di de-marginalizzazione. A nostro avviso la questione di cui parlare è che di panchine in centro non ce ne sono quasi! Come si può multare delle persone che mangiano su delle gradinate o davanti ad un negozio se non sono fornite le opportune alternative?
In centro a Pisa sono pallidamente “attrezzate” (se così si può dire) Piazza Martiri della Libertà, Piazza Dante, Piazza Felice Cavallotti, Borgo Largo e Corso Italia sotto Logge dei Banchi. Vi sono gravi mancanze nei lungarni e in Piazza Garibaldi in particolare, ma servirebbero ben più panchine un po’ ovunque. Infatti in tutto il resto del centro storico di pachine non se ne trovano quasi se non quelle davanti all’entrata della mensa della Normale di Pisa o dall’altro lato della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri sotto la statua del professor Dini, dove però è impossibile sedersi dal momento che queste sono ormai diventate dominio esclusivo degli spacciatori Pisani.
Ecco, magari occuparsi degli spacciatori in Piazza dei Cavalieri ed in Piazza delle Vettovaglie sarebbe un modo migliore di impiegare le forze dell’ordine, invece che utilizzarli per multare cittadini e turisti onesti che reggono l’economia della città.

Altrettanto, sono piaghe da curare i parcheggiatori abusivi stabili ad esempio in Piazza Santa Caterina e in zona Ingegneria, e i venditori abusivi che importunano in tutto il centro storico gli studenti ed i turisti. Abbiamo visto i primi sforzi in tal senso, ma c’è ancora molto da fare. Correndo il rischio di risultare leziosi, teniamo ad esplicitare che i senzatetto, gli spacciatori, i parcheggiatori e venditori abusivi, ma non solo (si pensi ad esempio alla prostituzione) sono tutti sintomi di una metastasi sociale con cause profonde e non semplici. Pertanto, a nostro avvisto, dovrebbero essere affontate come tali e non con proclami di eco manzoniano che hanno storicamente dimostrato la loro inconsistenza effimera.

Passando ora alle biciclette, tocchiamo un altro argomento molto sentito dalla città, essendo essa fenduta quotidianamente dalla maggior parte della popolazione proprio con questo tipo di veicolo o con sue varianti. Infatti, secondo Legambiente negli ultimi anni Pisa è rientrata fra le città più virtuosamente “verdi” d’Italia, e in particolare si mantiene fissa in cima alla classifica regionale. Ciò premesso, sappiamo bene che biciclette legate ai pali della luce, agli alberi, alle ringhiere… siano parcheggi subottimali . Ma questo fenomeno sussiste a causa di un numero decisamente non adeguato di rastrelliere sicure. Correndo lo stesso rischio di prima, esplicitiamo che delle rastrelliere che non permettano agilmente di legare il telaio con alla ruota anteriore (alla rastrelliera) non siano accettabilmente sicure in una città con una così florida criminalità legata al mercato nero delle biciclette. Teniamo inoltre a sottolineare come questa deficienza non sia solo una nostra percezione, infatti sulla pagina web del Comune stesso si più leggere : “Basta dare un'occhiata in giro per percepire che a Pisa c'è fame di rastrelliere, specialmente di tipo “bloccatelaio” […]. Molte persone sono restie ad usare la bici per paura che questa venga rubata […]”.

Dunque, dopo aver analizzato i testi ed esserci confrontati, ci pare che le recenti ordinanze siano quantomeno premature in un contesto in cui molte altre misure meno fasciste eclatanti potrebbero risultare più condivisibili e valide, soprattutto sul lungo periodo.

Riportiamo qui di seguito alcune proposte a nostro avviso prioritarie rispetto ai divieti espressi nelle ordinanze stesse e più in linea con lo spirito di innovazione ed apertura che da sempre contraddistingue la città di Pisa, i suoi abitanti e il suo sistema universitario.
Per quanto riguarda le panchine e le rastelliere, vorremmo proporre all’amministrazione di istituire una commissione che analizzi le best practices impiegate in città simili, a cominciare da quelle europee. In particolare avremmo già alcuni spunti:
1) Le panchine tecnologiche di Budapest con postazione per ricarica del telefono (https://ungherianews.com/2017/11/20/a-budapest-ricaricare-lo-smartphone-diventa-green/)
2) L’idea delle panchine giganti che sta spopolando un po’ dappertutto (ad esempio https://www.ehabitat.it/2018/03/12/panchine-giganti/), che potrebbero arricchire Piazza dei Miracoli in primis.
3) Le installazioni di panchine lunghe di varia fattura come quella di Gaudí al Park Güell di Barcellona (https://parkguell.org) o modulari come https://freshome.com/2011/07/07/art-installation-and-original-urban-furniture-bench-1000cm/
4) Le panchine ciclindriche in bambù dal design elegante (https://www.journal-du-design.fr/design/design-le-banc-de-bambou-dile-de-pile-6315) 5) Costruire parcheggi sotterranei automatizzati, come in Giappone https://ebikemag.com/dal-giappone-eco-cycle-il-parcheggio-sotterraneo-per-bici/ soprattutto presso le sedi universitarie più frequentate e la stazione centrale dei treni.
6) Costruire delle rastelliere sicure, possibilmente avvalendosi di soluzioni innovative come https://www.copenhagenize.com/2008/10/holbech-bike-pit-bike-rack.html oppure https://www.designbuzz.it/2015/02/11/wall-hanger-bike-rack/
7) Affiancare a Ciclopi (per poi progressivamente sostituirlo) un sistema di bike sharing di nuova generazione come Mobike, che ha riscosso immediatamente successo in molte altre città italiane, per esempio https://www.comune.bologna.it/news/mobike-pronta-al-lancio-ufficiale-bologna-il-bike-sharing-arriva-citt

Chiederemmo quindi oltre all’implementazione di strategie innovative come quelle appena esposte a titolo esemplificativo: un significativo incremento di panchine, di rastelliere sicure, ma anche di piste ciclabili e in generale della qualità del manto stradale che in molti tratti del centro inficia la ciclabilità. Inoltre, chiederemmo in particolare che le recenti ordinanze siano sospese fin quando non sarà stato fatto il possibile nella lotta al degrado con l’implementazione delle proposte alternative, ma soprattutto tramite un controllo più oculato del rispetto delle norme vigenti (con particolare riferimento allo spaccio di droga, ai venditori e ai parcheggiatori abusivi).
Riteniamo che il cosiddetto “degrado” a cui si fa riferimento nelle ordinanze sia dovuto in massima parte dal consumo di alcolici (con relative bottiglie e lattine lasciate a giro) e derivati tabacco. Pertanto chiediamo che il degrado venga combattuto attraverso una più attenta politica di questi temi. Chiederemmo infine un potenziamento del servizio di pulizia urbana, sia in termini di raccolta attiva nelle strade, nelle piazze e nei parchi pubblici, che passiva (posizionamento di più cestini pubblici, altrimenti si incentiva chi è così incivile da lasciare in giro la propria sporcizia mentre si disincentivano quei cittadini con senso civico che se vedono una cartaccia per terra la raccolgono e la buttano al primo cestino nelle vicinanze, quando c’è…).

Certi del vostro impegno per il miglioramento della Città, Vi ringraziamo per l’attenzione.
In attesa di una Vostra risposta Vi porgiamo i nostri distinti saluti.
Cordialmente,
I rappresentanti di Ingegneria Meccanica Neomoderna.
 

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