Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Comune di Pisa: "Con la nuova riorganizzazione si consuma la fine del patto sociale a livello territoriale"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente dai delegati e delegate Cobas del Comune di Pisa la lettera aperta ai dipendenti e alle dipendenti

Prima ancora delle implacabili “leggi di stabilità”, il Comune di Pisa (si parla di circa 10-15 anni fa) istituì il primo assessorato in Italia con la delega alle “esternalizzazioni”, gli amministratori di allora parlavano già di una prospettiva di …..“Comune leggero”, e si paventava (come di fatto poi è successo) l’esternalizzazione dei servizi educativi con la motivazione che esternalizzati il costo degli stessi diminuiva (ovviamente sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini).

Dunque la politica degli Amministratori precedenti e di quelli attuali, mirava e mira a ridurre servizi e personale  aderendo nei fatti a quella logica liberista che ci ha portato ai risultati di oggi.

E la storia continua: oggi, l’Amministrazione dichiara apertamente in una delibera  la necessità di individuare quei servizi che possono essere esternalizzati/privatizzati, giustificando questo atto come “scelta obbligata” conseguente alla legge di stabilità emanata dal governo. E ‘ bene ricordare che  loro stessi fanno parte di quella stessa forza politica che procede a tagli lineari sui servizi pubblici strategici quali  sanità, istruzione, comuni ecc… Si lamentano, ma a livello territoriale, sostengono attivamente  la linea del loro partito a livello nazionale.  Un solo dato riassume bene quello che i politici chiamano efficienza, modernità, trasparenza: tra il 1980 e il 2006 la quota di salario calcolato sul PIL è scesa dal 68% al 58%, che tradotto significa che parecchie centinaia di miliardi sono affluiti e continuano ad affluire ai profitti e alle rendite piuttosto che al lavoro. Questa è l’efficienza e la “sofferenza” dei nostri Amministratori.

Al momento non sappiamo per certo quali servizi verranno esternalizzati, ma si parla della biblioteca (inaugurata due anni fa come “fiore all’occhiello” di una città con grande tradizione culturale……..), dei servizi educativi ormai ridotti a 8 plessi, del trasporto scolastico (per il quale da poco tempo sono stati acquistati mezzi nuovi) e l’elenco potrebbe continuare.

Anche i servizi tecnici e amministrativi sono in grande sofferenza “in primis” per una mancata gestione del personale. Se davvero si volesse far funzionare la “macchina pubblica” sarebbe necessaria  un’accurata ricognizione delle professionalità, valutare se il personale assegnato ad ogni Direzione è sufficiente o insufficiente, fare formazione allo scopo di gestire i servizi per la comunità.

Tra un anno o due il personale diminuirà di circa 80 unità e potrà essere sostituito solo una piccola percentuale 20 unità (ovviamente sempre per responsabilità delle leggi, mai per responsabilità di coloro che le approvano e che a livello territoriale le sostengono). Il Comune ha raggiunto il suo scopo: finalmente un Comune leggero! con figure apicali che controllano aziende costituite negli anni (vedi Sepi, Pisamo…) su cui –nonostante le reiterate richieste  dei sindacati-  non è mai stata data risposta circa gli ipotetici vantaggi economici. Tutto questo sempre in nome della tanto celebrata trasparenza.

Ma c’è di più. Nell’ottica del Comune leggero, l’Amministrazione ha presentato alla RSU un’ipotesi di contratto decentrato (senza poi convocare altri incontri successivi) funzionalissima a questa impostazione con l’aumento delle Posizioni organizzative nonostante il personale sia in diminuzione, un piccolo incremento economico destinato alle categorie più basse attraverso l’istituto contrattuale delle specifiche responsabilità. Attenzione: con le specifiche si vorrà dare responsabilità che per legge dovrebbero spettare a categorie superiori (ad esempio il controllo su contratti o appalti). L’Amministrazione , inoltre, ha espresso la volontà di inserire nel contratto un numero di progressioni orizzontali economiche (di cui non è dato saperne il numero né i destinatari). Questo impostazione è il Comune leggero, quello che smantella i servizi pubblici.

I Cobas non accettano questa politica, e  da anni avevano previsto questo scenario, esortando il personale a prenderne coscienza. “Condividere questo processo di riorganizzazione” come dichiara la CGIL pubblicamente sui quotidiani locali significa essere corresponsabili di quella logica che ci ha portato a questa situazione. Oggi è impossibile CONDIVIDERE: oggi o si sta con chi ha permesso che un lavoratore venga pagato 500 euro al mese, con chi ha permesso di mandare in pensione i lavoratori a 67 anni, con chi ha tolto diritti, lavoro,  o se ne sta fuori. Forse è di questo che tutti insieme dovremmo discutere.

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