Cronaca

Tritolo, svastica e no ai musulmani, Ghezzi rivela: "Mesi fa anche a me una lettera anonima"

Nell'articolo di giornale inviato all'ex vicesindaco è stato usato lo stesso pennarello e anche la grafia sembra la stessa. Sulla vicenda interviene l'ex primo cittadino Filippeschi

Dopo la lettera minatoria recapitata al Circolo Arci Pisanova e diretta alla sezione del Partito Democratico che nei giorni scorsi aveva espresso parere positivo al progetto della moschea a Pisa, l'ex vicesindaco Paolo Ghezzi ha deciso di pubblicare su Facebook ciò che aveva ricevuto alcuni mesi fa, in piena campagna elettorale, quando tra i candidati della sua lista 'In lista per Pisa' figurava anche il figlio dell'imam pisano.
Un ritaglio di giornale, la parola "tritolo" e la frase "non vogliamo musulmani", oltre al disegno di una svastica, il tutto scritto, sembra, con il solito pennarello blu e con la stessa grafia della lettera recapitata al Circolo l'altro giorno.

lettera minacce paolo ghezzi-2"La lettera anonima inviata al circolo PD mi spinge, dopo 8 mesi di silenzio, a fare vedere anche questo. Mi sembra proprio la stessa acuta penna... - scrive Ghezzi sulla sua pagina Facebook - era maggio 2018, piena campagna elettorale (oggi ho tolto la foto dall’articolo volutamente). Decisi di denunciare alla questura ma non pubblicamente perché pensai fosse in quel momento più importante tutelare la serenità e la dignità di un giovane ragazzo pisano, studente di Medicina al S.Anna, musulmano, piuttosto che dare spazio ad un mitomane farneticante e codardo, accendendo riflettori sul suo gesto vigliacco. Mi proposero di valutare tutele personali: le rifiutai, ovviamente, chiedendo solo il massimo riserbo che mi è stato sempre garantito".
"Mi sono sempre sentito tranquillo di camminare a testa alta e senza timori, nella consapevolezza di aver contribuito a costruire e rappresentare un civismo aperto con una Lista Civica in cui, da 15 anni, cattolici, ortodossi, ebrei, musulmani e non credenti sanno condividere e parlare serenamente e con rispetto di valori e lavorare insieme a tutte le forze politiche per gli interessi della propria comunità - prosegue Ghezzi - a chiunque abbia scritto quella lettera anonima indirizzandola a chi, in quel momento, rappresentava le Istituzioni locali (oggi direi le due lettere anonime), posso solo ribadire che nemmeno per un minuto è riuscito a scalfire la mia serenità e che la mia totale indifferenza nei confronti del suo gesto vigliacco esprime a pieno la considerazione che ho sempre avuto per lui".

Sulla vicenda interviene anche l'ex sindaco di Pisa Marco Filippeschi. "Paolo Ghezzi ha reso nota una lettera di minacce ricevuta nel maggio scorso, durante la campagna elettorale. Molto opportunamente non aveva pubblicato la denuncia, anche per non compromettere le indagini. Questa rivelazione oggi aggrava quanto è accaduto con l’ulteriore minaccia, fatta dalla stessa persona, contro un Circolo del Pd, contro il Consiglio Pastorale Diocesano e contro la Chiesa Evangelica Valdese - afferma l'ex primo cittadino - la provocazione è 'firmata', data l’evidente coincidenza della calligrafia del provocatore razzista. Ciò rende possibile un lavoro d’indagine che si concluda con successo. La città deve sapere e in Parlamento si deve dire ciò che si può sapere e dire di quanto è stato fatto per individuare e sanzionare l’autore delle minacce rivolte all’ex vicesindaco e ad un candidato alle elezioni comunali, di chi ha commesso reati conclamati. Che sia un mitomane, ispirato dal clima di odio razziale e d’intolleranza religiosa che si è voluto creare nella nostra città, o che sia una persona pericolosa, ce lo diranno l’esito delle indagini e l’auspicabile provvedimento di giustizia".
"A Pisa c’è una storia rilevante e anche recente dell’estremismo neofascista. Di certo la Questura è in possesso di un voluminoso dossier sui gruppi neofascisti-razzisti pisani e sulle persone che sono state individuate, nel tempo, quali possibili autori di reati - aggiunge Filippeschi - sono certo che l’azione della magistratura inquirente e di polizia giudiziaria sarà fatta all’altezza della necessità di rasserenare la città. Resta lo sdegno per quanto è accaduto, che non può essere in nessun modo assunto a normalità. Va denunciata con chiarezza l’irresponsabilità colpevole di chi, esponendo il Comune, ha fatto una campagna contro i principii e diritti garantiti dalla Costituzione, in dispregio di ogni norma, volendo ostacolare la libertà di culto e la realizzazione di una nuova Moschea e di un centro culturale aperto alla città e al quartiere: quanto a nessuno è consentito di fare. Il progetto di via del Brennero è stato promosso dall’Associazione Culturale Islamica di Pisa, fatta di nostri concittadini, e dalla stessa sostenuto nel pieno rispetto di ogni regola e in dialogo trasparente e positivo con l’intera nostra comunità. 'Impedire a qualcuno di esercitare il culto legato alla propria fede, non è che l’inizio di una forma diffusa di intolleranza religiosa. E a questo proposito la storia ci insegna molte cose': nel Giorno della Memoria, non c’è una sola parola da aggiungere a quanto affermato autorevolmente dal Consiglio Pastorale Diocesano dell’Arcidiocesi di Pisa. Se si continuerà a seminare cattiveria e intolleranza, con disprezzo per la democrazia, si raccoglieranno frutti amari. Per questo si deve garantire la legalità con il massimo rigore. Per questo tutte le forze attive della città devono reagire con determinazione a fatti di rilievo ben oltre che locale, in modi visibili e influenti, senza omissioni sbagliate e timidezze".

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