Lettera dei sindaci dell'Unione Valdera ai cittadini: "Vicini alla comunità"

I sindaci si impegnano a chiedere al Governo celerità nei ristori, poi invitano i cittadini a mantenere le precauzioni anti-contagio

Immagine di archivio

I sindaci dell’Unione Valdera si rivolgono ai propri concittadini con una lettera aperta, a seguito del nuovo Dpcm entrato in vigore lunedì 26 ottobre, che prevede disposizioni stringenti in ogni settore. La missiva porta la firma di Alessio Lari, Arianna Cecchini, Cristiano Alderigi, Dario Carmassi, Marco Gherardini, Matteo Franconi e Mirko Terreni.

"E’ indubbio - dicono - che il provvedimento colpisca più duramente alcune categorie come bar, ristoranti, palestre e artigiani. Ecco allora che dobbiamo stare vicini. Vicini a persone che non senza sacrifici hanno adeguato le loro attività alle nuove norme e che adesso, proprio per seguire le ultime disposizioni, sono state costrette a chiudere il proprio esercizio tutto il giorno o a partire dalle ore 18. Cosa che riguarda anche i circoli ricreativi da sempre perno della socialità delle nostre comunità. A tutti loro dobbiamo essere vicini. Vicini come istituzioni. Il Governo ha assunto impegni precisi per sostenere i settori più colpiti dai provvedimenti. E’ indispensabile però che questi ristori arrivino velocemente per salvaguardare imprenditori e dipendenti".

"Come Unione Valdera - promettono - per quanto nelle nostre possibilità, cercheremo da una parte di sollecitare il Governo e dall’altra di far sentire la nostra presenza ai circoli e ai commercianti. A riguardo abbiamo predisposto un tavolo di concertazione con tutte le associazioni di categoria in cui analizzeremo, da vicino, tutte le criticità emerse in questo frangente. Vicini come cittadini. Cerchiamo di preferire i negozi di vicinato, la bontà del loro lavoro e dei loro servizi. E’ il momento di ripagarli degli sforzi che, inseme alle nostre amministrazioni, ogni anno vengono fatti per ravvivare i nostri centri".

Poi sulle misure di prevenzione e sulla calma: "Dobbiamo anche stare lontani. Lontano da chi pare non tener di conto delle uniche, essenziali precauzioni con cui possiamo permettere al Covid-19 di non propagarsi. Lontano dai violenti, dai facinorosi, da chi intende alimentare polemiche sterili, senza comprendere la complessità della situazione e senza proporre alcuna soluzione. Lontano dagli altri, o almeno a oltre un metro di distanza, anche dalle persone che amiamo perché è l’unico modo di preservarle dalla possibilità di contrarre l’infezione. Lontano per un breve periodo, per ritrovarci più uniti e vicini come comunità quando la pandemia e questi difficili momenti saranno per fortuna alle nostre spalle".

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