Cronaca

'Liberi dai Fanghi' ai sindaci della Valdera: "Tutelate i cittadini"

Lettera delle associazioni aderenti alla campagna ai Comuni per chiedere una moratoria regionale sulla pratica dello spandimento dei fanghi

Le associazioni che hanno lanciato la campagna 'LIberi dai Fanghi' insistono nel denunciare "la sostanziale incompatibilità di questa pratica con la tutela della salute pubblica" e chiedono con una lettera ai comuni interessati dal caso più le istituzioni regionali "di adoperarsi per l'applicazione di una moratoria regionale agli spandimenti di fanghi da depurazione in agricoltura".

Oltre il potenziale interesse di gruppi criminali, è la stessa procedura di autorizzazione a preoccupare le associazioni: "Le procedure sono, di fatto, incardinate su un presupposto di onestà e correttezza da parte delle aziende titolate agli spandimenti: sono queste aziende che periodicamente prelevano un campione di fanghi dai depuratori e lo trasportano al laboratorio da loro scelto, per farlo analizzare a proprie spese; sono i rappresentanti di queste aziende che attestano la provenienza del materiale sottoposto ad analisi (molti dei rapporti redatti dai laboratori di analisi che abbiamo potuto visionare iniziano infatti con una nota in cui il laboratorio dichiara di "non conoscere" la provenienza dei campioni); sono infine le stesse aziende che, ritirato l’esito delle analisi, lo presentano al dirigente incaricato di concedere le autorizzazioni allo spandimento".

Si tratta di una "sostanziale autocertificazione che è, a nostro avviso, un fatto inaccettabile. Tanto più che, se si analizzano le centinaia di autorizzazioni concesse nella sola provincia di Pisa in questi 24 anni di spandimenti, si scopre che tra le pochissime aziende che se ne sono occupate, la principale risulta indagata per una molteplicità di reati connessi al trattamento, trasporto e smaltimento di rifiuti. Si scopre che i titolari di questa azienda sono stati condannati in via definitiva per irregolarità commesse nel 2008 proprio in relazione allo spandimento di fanghi in agricoltura. Si scopre che in indagini del 2012 i NOE di Firenze evidenziavano la complicità di funzionari della Provincia di Pisa 'autori di spiate e depistaggi' a favore di tale azienda, i cui titolari risultano citati nei verbali degli interrogatori di alcuni pentiti di Camorra, come intermediari negli anni ’80 e ’90 dei traffici illeciti di rifiuti tossici verso la Campania. Sono i verbali che hanno dato il via a processi ormai famosi, culminati con condanne a personaggi eccellenti (non ultima quella dell’On. Cosentino) che hanno confermato l’impianto accusatorio e l’attendibilità di questi pentiti. Si scopre infine che i parenti prossimi di questi soggetti, che nonostante tutto hanno continuato a ricevere da quegli stessi uffici le autorizzazioni ad esercitare l’attività di spandimento, sono tra gli indagati sottoposti a misure cautelari nell’ambito dell’attuale inchiesta DEMETRA".

Nel quadro di una pratica così regolamentata sarebbe per le associazioni "fondamentale accompagnare al processo autorizzativo un sistema stringente di controlli. Ma è un fatto, denunciato dalla stessa ARPAT, che il costo delle analisi, la vastità del fenomeno e la carenza cronica di risorse rende sostanzialmente impossibile il vaglio puntuale di un flusso di decine di migliaia di tonnellate annue di fanghi destinati alle nostre campagne".

Ecco quindi l'appello ai sindaci: "Liberi dai fanghi si rivolge a loro in quanto responsabili della salute pubblica dei propri concittadini, segnalando che non possono ignorare i rischi insiti in una pratica che da molto tempo si svolge sotto i loro occhi senza le dovute garanzie, concepita e attuata nelle forme del diritto privato ma di fondamentale rilevanza pubblica. Si rivolge inoltre alle autorità regionali, titolari del processo legislativo in materia, affinché prendano atto della sostanziale impossibilità di conciliare questo tipo di pratica con l’esigenza primaria di garantire il rispetto dell’ambiente e tutelare la salute dei cittadini".

La campagna è promossa da: Associazione 'Chiodo fisso - dare voce a chi non ha voce'; Associazione 'Eliantus – volontari per l’ambiente'; Associazione 'Orizzonte comune'; Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Valdera; Legambiente Valdera; Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, coordinamento provinciale di Pisa; Medicina Democratica; Slow Food Valdera; TAT movimento tutela ambiente e territorio Montefoscoli; WWF alta Toscana.

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