Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

LETTERE | Degrado in centro, uno studente risponde ad un padre preoccupato

La lettera che ci ha inviato un nostro giovane lettore in replica a Marco che aveva denunciato la situazione in cui si era imbattuto una sera in centro

"Sono un lettore di PisaToday. Mi è capitato, stamattina, di leggere una lettera scritta da Marco, un padre di famiglia indignato". A scriverci è un giovane che replica alla missiva da noi pubblicata ieri.

"Sono uno studente di giurisprudenza, ho 22 anni e vivo Pisa. Ogni giorno percorro le sue strade, giro per le piazze e parlo con la gente. Non ho mai visto una bolgia di dantesca memoria! Piuttosto vedo molti Dante. Siamo tutti un po il Sommo Poeta, lui era perso. Anche noi lo siamo. Marco dice di vedere gli sguardi caini degli spacciatori che con aria di sfida lo invitano a fuggire dal loro 'territorio'. Marco pensa a sua figlia e dice che senza armi o super poteri non siamo sicuri perché fuori chissà che succede? Fuori è l'inferno! Marco chiede la sana repressione. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Così cito un testo che più o meno tutti conoscono e di cui, senza dubbio, tutti colgono il significato. Da quello che ho capito dalle violente parole di Marco è che l'unica soluzione per contrastare il male che affligge la nostra società sia quello di usare il pugno di ferro, le azioni crude, le botte. Che cosa vuoi che capisca uno spacciatore? Un alcolista poi... che ne parliamo a fare, dobbiamo purgare le strade dal male rappresentato dalle dipendenze che infettano come un virus chiunque vi si avvicini. Quindi al male si risponde con altro e magari più potente male. Chiamiamo a raccolta quante più forze dell'ordine si possano trovare e attacchiamo la malavita e il malaffare.

Non posso dire che le dipendenze non siano da contrastare, sono effettivamente una piaga della società. Ma non sono l'unica soluzione per un'anima persa, non tutti i giovani finiscono in qualche strano tunnel. Ci sono molte strade alternative. Questo è il mio grido di aiuto da studente mediocre che combatte per il suo futuro. Cari genitori: ce lo avete lasciato voi il mondo in questa situazione, adesso volete prenderci a schiaffi solo perché non siete stati in grado di mettere le giuste pietre una sopra all'altra per costruire un futuro sano e privo di pericoli. La vita è pericolosa, Dante ha provato a rendercene edotti e con moralità cristiana ha costruito un viaggio in cui ognuno di noi deve potersi specchiare: prima pecchiamo, poi riflettiamo sulle nostre colpe e contriti chiediamo perdono e proprio grazie al perdono accediamo alla somma altezza.

Siamo noi giovani il futuro e noi lo vogliamo pulito, noi vogliamo poterci sedere in piazza: suonare e cantare fino all'alba, poterci confrontare, parlare e saperci apprezzare attraverso le nostre differenze. La violenza sinonimo di paura solamente aggrava la pesantezza della vita, la vera domanda è che cosa posso fare io, studente mediocre, per chi soffre? Nelle droghe e nell'alcol ogni giorno si affogano le sofferenze e secondo Marco il modo migliore per stare tutti più tranquilli è sopprimere con solerzia chi soffre. Magari uno di quegli spacciatori che con sguardo torvo e minaccioso ti osservano camminare ti invidiano caro Marco, perché a 13 anni nessuno si poneva per loro il problema che tu ti poni per tua figlia, magari erano già soli, persi nella loro personale selva selvaggia. Questa morale individualista non ci porterà lontano, se mia figlia non è al sicuro tutti alle armi, reprimiamo! E una volta represso, l'animo più dannato riuscirà con forza dal buco dove è stato messo, a fare più male che prima. La storia forse non ha ancora insegnato abbastanza.
Iniziamo dal basso, questo si, ma come ci ha insegnato il Mahatma Gandhi. Io e te siamo una cosa sola: non posso farti male senza ferirmi".

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