Università, gli studenti a sindaco e rettore: "Smettete di trattarci come portafogli da svuotare"

Il collettivo studentesco 'Exploit Pisa': "Favorite la riduzione degli affitti, la loro uscita dal nero e fornite spazi liberi per chi anima la città"

"Smettete di farci la guerra e considerarci portafogli da svuotare". E' quanto chiede al sindaco di Pisa, Michele Conti, e al rettore dell'Università, Paolo Mancarella, il collettivo studentesco 'Exploit Pisa' alla luce della discussione che si è innescata in questi giorni in seguito alla decisione dell'Università di riprendere le lezioni in presenza a partitre dal secondo semestre del prossimo anno accademico. Una scelta che ha provocato le reazioni di Confcommercio e Confsercenti, oltre a quella dello stesso sindaco Conti, che hanno sottolineato le conseguenze di una tale decisione sul tessuto economico cittadino.

Il collettivo ha scritto una lettera al primo cittadino e al rettore in cui definisce la polemica "viziata ed inutile". "Ci permettiamo - si legge nel testo - di fare a questi personaggi una piccola lezione di storia della città, che possa essere utile a fermare lo svuotamento della città.
Pisa vede un afflusso di giovani affamati di studio e cultura da circa sette secoli. Dall'Unità d'Italia, l'Università di Pisa ha mantenuto un ruolo di primo piano nel sistema accademico e culturale italiano, affiancata dalla blasonata Scuola Normale Superiore e, più recentemente, dalla Scuola Superiore Sant'Anna. Tale ricchezza di cultura, arte e ricerca, concentrata in una così piccola città, ha prodotto una situazione del tutto singolare: con l'avvento dell'Università di massa, gli studenti dell'ateneo pisano sono arrivati a numeri paragonabili alla stessa popolazione residente. Gli effetti sono stati importanti, con lo sviluppo di un ambiente peculiare, per quanto riguarda la cultura, la politica, l'economia. Di questo ambiente speciale, hanno potuto godere in molti".

"Negli ultimi decenni - continua il collettivo studentesco - però, l'hanno spuntata soprattutto gli speculatori: gli affitti delle catapecchie del centro storico e la massiccia vendita di cibo e bevande di dubbia qualità sono i vettori di una particolare 'gentrification' di cui noi studenti siamo stati il principale target. Eppure, nel frattempo, noi studenti, sempre più spremuti, abbiamo cominciato a 'dare fastidio'. Da sinistra a destra, gli amministratori ci incolpano da anni di essere giovani e voler vivere liberi. Per anni, abbiamo sì risposto a queste accuse, ma ci siamo soprattutto fatti i fatti nostri: nelle aule occupate, negli spazi sociali e associativi, nelle piazze che abitiamo nella notte. Esprimiamo la cultura nella vita di piazza, senza aspettarci niente dalle istituzioni pubbliche".

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"Ma non di rado - si legge ancora - ci siamo trovati costretti a difendere coi nostri corpi questi nostri spazi. L'ultima volta è famosa e ve la ricorderete, eravamo in Piazza dei Cavalieri, e Vinicio Capossela ha aperto un bel dibattito. Vi invitiamo, Rettore e Sindaco, a riprendere  quel dibattito ed aggiornarlo con la tragedia sociale avvenuta nella nostra città negli ultimi mesi con l'emergenza Covid-19. Vi offriamo qualche consiglio per non provocare un esodo da questa città: mettete a disposizione fondi pubblici per la componente studentesca e giovanile da cui avete spremuto soldi in questi anni. Cancellate la tassa universitaria fintamente rinviata; favorite una riduzione degli affitti ed una conveniente uscita dal nero; fornite spazi liberi per chi anima la città.  Il Sindaco voleva creare 'Pisa città della quiete'. Eppure, sembra che la nostra assordante assenza generi non poche paure: siete pronti a ritrovarvi soli a litigare con i bottegai della Pisa che non ci sarà più? Da parte nostra, e ci spiace per voi, vi promettiamo che resteremo qui fino all'ultimo, finché ci saranno ancora libertà e piazze da far vivere".

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